Gianni Letta rompe il silenzio: "La riforma costituzionale? Ridurrebbe i poteri del Colle"

Il Governo e la svolta del premierato, l’ex braccio destro di Berlusconi manifesta i suoi dubbi: "La figura del presidente della Repubblica sta bene così. Non l’attenuerei"

“La riforma costituzionale presentata dall’attuale Governo fatalmente ridurrebbe i poteri del presidente della Repubblica". Gianni Letta, quattro volte sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, uno degli uomini che sono stati più vicini a Silvio Berlusconi, non ha dubbi: "Secondo me la figura del presidente della Repubblica, così com’è disegnata, e l’interpretazione così come è stata data dai singoli presidenti nel rispetto della Costituzione, come tutti i costituzionalisti oggi riconoscono, sta bene così: non l’attenuerei, non la ridisegnerei, non toglierei nessuna delle prerogative come attualmente sono state esercitate". Un’opinione in contrasto con l’attuale progetto di riforma, che pure è appoggiato anche da Forza Italia. Letta argomenta la sua tesi: "Oggi abbiamo un presidente felicemente regnante nel suo secondo mandato, che esercita il suo mandato in maniera splendida, perché ha fatto tanto bene a questo Paese".

Andrea Ceccherini e Gianni Letta, protagonisti al Premio Città 2023, ieri a Firenze
Andrea Ceccherini e Gianni Letta, protagonisti al Premio Città 2023, ieri a Firenze

Erano almeno trent’anni che Gianni Letta, oggi presidente di Civita e vicepresidente della Società Dante Alighieri, non concedeva un’intervista. L’eccezione è arrivata ieri sera a Firenze. Il giornalista ed ex braccio destro del Cavaliere (lo volle in quella posizione l’allora presidente della Repubblica Oscar Luigi Scalfaro) è intervenuto come ospite di Andrea Ceccherini, nella sua veste di presidente di Progetto Città, l’associazione nata nel 1995 per riavvicinare ad un impegno civile e sociale i giovani e di contribuire a formare una nuova classe dirigente. Ed è su questo che si è concentrata l’intervista condotta da Antonio Polito, vicedirettore del Corriere della Sera, di fronte a 250 giovani da tutta Italia, per un confronto sui temi dell’educazione civica e del senso dello Stato. "Ho cercato di non fare politica di parte, ma di servire il mio Paese nelle Istituzioni – ha raccontato Letta –. Non sono un giornalista prestato alla politica, ma prestato alle Istituzioni.

I dubbi di Letta scuotono gli azzurri. Il leader Antonio Tajani, non a caso, si affretta a precisare il senso del suo intervento: "Forza Italia sostiene convintamente la riforma sul premierato. Non vanno interpretate in direzione contraria alcune frasi di Gianni Letta. Mi ha confermato che le sue parole si riferivano a valutazioni teoriche e non a giudizi sulla riforma".

Letta ha ricordato anche Henry Kissinger, scomparso nella notte di ieri, definendolo una persona di intelligenza superiore, non artificiale: "È scomparsa una delle personalità più grandi del suo tempo, dicono il più grande diplomatico: ma era una persona straordinaria. Ho avuto la fortuna di conoscerlo, e mi ha sempre impressionato". Alla fine del confronto si è tenuta la cerimonia di consegna del Premio “Progetto Città 2023” allo stesso Letta: "Uno dei tratti caratteristici che abbiamo messo come punto di riferimento del conferimento di questo Premio è la parola dialogo – ha dichiarato Ceccherini –, in un momento in cui le ragioni della forza prevalgono sulla forza della ragione. In questo contesto, in particolare, ci piace ricordare il valore della parola compromesso, che significa che due volontà si incontrano e che qualcosa sta per cambiare".