Elezioni regionali, Crippa (Lega): "I governatori uscenti hanno lavorato bene. Non si toccano"

Il vicesegretario del Carroccio: “A Fratelli d’Italia chiediamo buonsenso. Ci vuole coraggio, sta a loro provare a conquistare le Regioni della sinistra"

Roma, 9 gennaio 2024 – Andrea Crippa, vicesegretario della Lega, lo scontro sulle Regionali non si attenua...

"Il punto di caduta è candidare i governatori uscenti, squadra che vince non si cambia, abbiamo vinto in Sardegna, Basilicata e Piemonte".

Il problema è la Sardegna?

"Lì nessuno ha mai sollevato criticità, non sono emersi problemi politici e amministrativi... non capisco perché si debba mettere in discussione Solinas e proporre un altro candidato".

Le elezioni europee si terranno dal 6 al 9 giugno in tutti i Paesi dell'Unione
Le elezioni europee si terranno dal 6 al 9 giugno in tutti i Paesi dell'Unione

E se Meloni insiste?

"Dovrà anche spiegarne il perché, dovrà dare delle motivazioni politiche. Dal mio punto di vista, il presidente del Consiglio ha la responsabilità di tenere unito il centrodestra e il centrodestra si tiene unito anche cercando di garantire la prosecuzione del buon governo nelle regioni che amministriamo. Dato che FdI ha avuto una presenza importante nella giunta sarda, non riesco a capire perché dicono ora che Solinas non va più bene. Ci fossero state delle criticità sarebbero emerse in questi cinque anni di governo".

Andrea Crippa, 38 anni tra pochi giorni, è vicesegretario nazionale della Lega
Andrea Crippa, 38 anni tra pochi giorni, è vicesegretario nazionale della Lega

Non è mai avvenuto?

"No, perciò andiamo in continuità e cominciamo subito la campagna elettorale. Proviamo a vincere tutte e quattro le regioni al voto a marzo. È una posizione di buon senso, è logica".

Nessuna compensazione possibile per la Lega?

"Se qualcuno dovesse rompere la continuità del governatore uscente dopo 5 anni senza criticità, allora bisognerebbe ridiscutere tutti i candidati presidenti in tutte le regioni e questo sarebbe un problema".

Che problema si porrebbe?

"Bisogna cominciare subito la campagna elettorale: io sono certo che i nostri governatori abbiano lavorato bene, non vedo il motivo per rimettere tutto in discussione".

Questa accesa discussione avrà conseguenze anche sulle candidature europee? L’altro giorno Tajani è stato duro…

"Dal mio punto di vista, come ha detto Meloni in conferenza stampa, il valore del buon governo del centrodestra si fonda su dialogo, coesione, unità e buon senso. Io credo che se questi valori verranno applicati nei prossimi giorni, la sintesi si troverà".

Ipotizziamola, questa sintesi.

"Penso che al netto delle europee e di quello che decideranno i leader, i presidenti uscenti si debbano ricandidare, e che il partito di maggioranza relativa, come fece la Lega qualche anno fa, debba avere l’ambizione di vincere là dove oggi governa il centrosinistra. Tra un anno si vota in Toscana, Emilia Romagna, Campania e Puglia. È lì che Fratelli d’Italia deve offrire gli uomini migliori al centrodestra per poter andare a vincere".

Pensa sia possibile?

"La nostra ambizione non deve essere quella di sottrarre uomini del centrodestra che hanno governato bene, bensì sottrarre al centrosinistra le Regioni che loro governano, con dei candidati che il partito di maggioranza relativa deve avere la responsabilità di individuare. Questa è la sfida che si deve porre il centrodestra".

Per voi della Lega, la possibilità di modificare la legge regionale per inserire il terzo mandato per i governatori uscenti è una buona idea?

"Siamo assolutamente d’accordo con il terzo mandato, proprio per garantire la continuità in quelle regioni dove ci sono degli ottimi governatori, a partire dal Veneto di Luca Zaia. È un valore che si porta al territorio. E non è una questione di bandierina politica, vogliamo solo garantire ai veneti altri cinque anni di buon governo. Ma su questo aspettiamo una posizione unitaria del centrodestra"

Salvini sarà candidato capolista alle Europee?

"Non so cosa verrà deciso. Per noi Matteo Salvini candidato è un’opportunità, visto che si tratta di un punto di riferimento nazionale. Ma su questo è giusto che si confrontino i leader".

Qual è la priorità della Lega in questa legislatura?

"È la riforma della giustizia. L’autonomia di Calderoli resta una priorità, ma il problema della giustizia, la separazione delle carriere, la responsabilità civile dei magistrati, la velocizzazione dei tempi, sono questioni che non possiamo rimandare oltre".