Lunedì 27 Maggio 2024
BRUNO VESPA
Politica

Liste ‘autonome’ e candidati vip: i partiti rischiano

Ultime scelte per le elezioni europee. Ma, tra una miriade di liste e nomi esterni, la politica perde i suoi valori

Ilaria Salis sarà candidata alle prossime Europee con Avs (Ansa)

Ilaria Salis sarà candidata alle prossime Europee con Avs (Ansa)

Roma, 20 aprile 2024 – Una volta l’unica lista significativa all’esterno dei partiti erano gli Indipendenti di sinistra. Erano intellettuali comunisti a tutti gli effetti, ma essendo intellettuali gli faceva specie confondersi con la massa dei politici.

Oggi le liste esterne ai partiti – con o senza collegamenti con essi – sono molte più dei partiti stessi. È un bene? Un fulgido esempio del crescente interesse per il supremo interesse del Paese? Diremmo di no. Sono bacini di voti importanti e spesso decisivi, ma non portano voti gratuiti. Intendiamoci: i partiti – tutti – sono legittimi portatori di interessi. Bisogna intendersi di quali interessi si parla.

Nel 1974, quando fu introdotta la legge sul finanziamento pubblico dei partiti, le entrate ‘straordinarie’, cioè illecite, del Pci rappresentavano il 67 per cento del bilancio. E questo avveniva anche per gli altri partiti principali. Nel ’75 il Pci fu coinvolto in uno scandalo di tangenti a Parma e Berlinguer in Direzione difese i dirigenti locali: “Siamo ricorsi a finanziamenti deprecabili, ma nel ricorrervi il disinteresse personale dei nostri compagni è stato assoluto”. Poi arrivò Tangentopoli

Con quello che stiamo vedendo in giro, che cosa dobbiamo pensare della compravendita del personale politico? Siamo certi che la gran parte dei nuovi arrivati (e anche delle vecchie volpi in servizio permanente effettivo) siano persone oneste. Ma se fossi con i capi dei partiti beneficiari di queste liste e listarelle starei ben attento a chi portarmi in casa. (Il lettore non la penserà come me, ma vorrei un ragionevole, moderato ripristino del finanziamento pubblico dei partiti per eliminare gli alibi).

Esistono poi le candidature esterne e identitarie. L’ultima è Ilaria Salis per Alleanza Verdi e Sinistra. Niente da obiettare. Importante è che Salis, una volta eletta, sia visibile nel dibattito pubblico con i valori che intende rappresentare e non finisca subito – come troppe volte è accaduto – nel Pantheon degli invisibili o si limiti alle manifestazioni di piazza.