Domenica 14 Aprile 2024

Trattative a sinistra, fumata nera Basilicata. La vera partita del Pd si gioca alle Europee

Girandola di nomi per la regione al voto tra un mese, pesano i veti incrociati. Per le elezioni Ue i dem pensano a Cecilia Strada e all’ex direttore di Avvenire

Roma, 13 marzo 2024 – “Non c’è accordo, non ci sta sintesi, ma c’è un dialogo aperto". Angelo Chiorazzo, candidato di “Basilicata casa comune“ alla presidenza della Regione, uomo-chiave del territorio a sinistra, non lascia spazio all’immaginazione sul fronte del dialogo con Pd e M5s a pochi giorni, ormai, dalla presentazione delle liste per le elezioni lucane (termine ultimo il 22 marzo).

Elly Schlein e Giuseppe Conte
Elly Schlein e Giuseppe Conte

Se tutti saranno responsabili come noi di Basilicata Casa Comune, il risultato si troverà", ha sostenuto ancora l’imprenditore che, secondo il Pd, ma non per il M5s, avrebbe potuto vincere facile la sfida per spodestare Vito Bardi del centrodestra, perché in grado di portare voti sia dal centrosinistra che dal centrodestra moderato. Ma Giuseppe Conte su di lui ha posto un veto non superabile. "Un veto incommentabile, in questi mesi – ha detto Chiorazzo – a mio parere, è mancata la responsabilità negli altri partiti". Il nome che "superi Chiorazzo", però, non è ancora stato trovato. Ieri è spuntato quello che sulla carta potrebbe mettere d’accorso tutti, ovvero quello del sindaco di Castelmezzano Nicola Valluzzi, ex esponente del Pd (è stato capo segreteria dell’ex sottosegretario ai Trasporti Salvatore Margiotta), oggi con Chiorazzo in Basilicata casa comune, ma a fine serata né la segreteria del Pd né Chiorazzo hanno confermato. Un primo accordo in realtà era stato quasi trovato su un padre nobile, l’ex parlamentare Dc e sottosegretario (nei governi Prodi e Monti) Giampaolo D’Andrea, il quale però, dopo la sconfitta in Abruzzo, avrebbe avuto un ripensamento. Anche se non si esclude ancora che il suo nome possa tornare in pista. In Basilicata, alla resa dei conti, il problema è di fatto tutto interno al Pd: il gruppo dirigente lucano, infatti, è inchiodato su Chiorazzo, ma chi si sta occupando da vicino del dossier sostiene che invece sia praticamente superato e una delle piste percorribili potrebbe essere quella che porta a Piero Marrese, sindaco di Montalbano Jonico già presidente della Provincia di Matera. Un altro nome che viene fatto è quello di Piero Lacorazza, consigliere regionale e già presidente della provincia di Potenza, oppure Giacomo Lasorella, presidente Agcom e già vicesegretario generale della Camera.

Insomma, sembra proprio una strada lastricata di ostacoli, quella che Schlein vuole percorrere, in terra lucana e non solo, nel segno dell’unità delle opposizioni a partire sì dalla Basilicata ma anche in Piemonte, fino alla Toscana e all’Umbria con la testa, tuttavia, alle Europee che saranno la vera sfida della vita. Il "campo larghissimo", certo, non ha portato fortuna in Abruzzo, anche se poi il partito ha raddoppiato il consenso mentre è stato assai deludente quello di M5s e Azione, partiti che, messi l’uno accanto all’altro, sembrano annullarsi. Certo, all’alleanza larga non c’è alternativa, come ripete Elly Schlein: "Avanti con il campo largo? Assolutamente sì perché uniti si vince e si perde, ma divisi non si gioca nemmeno la partita". Le Europee, però, sono il vero obiettivo. Schlein – si dice – sarà in lista. Per il resto, le candidature sembrano ormai definite; si fanno i nomi del capodelegazione Pd Brando Benifei, della sua vice Elisabetta Gualmini, di Pietro Bartolo e Camilla Laureti. I dem sperano di portare in lista anche l’ex direttore di Avvenire, Marco Tarquinio. Nella circoscrizione Centro sono ai blocchi di partenza Nicola Zingaretti, Matteo Ricci e Dario Nardella. A questi nomi si aggiunge quello del braccio destro della segretaria al Nazareno, Marta Bonafoni. Nella circoscrizione Nord Ovest ci potrebbe essere Cecilia Strada accanto a Stefano Bonaccini, Emanuele Fiano e Pierfrancesco Maran. Spostando lo sguardo alla circoscrizione Nord Est, il responsabile diritti del Pd, Alessandro Zan, è sempre in pole per una candidatura.