Castelli (Sud chiama Nord): "Lavoriamo a nuove alleanze"

L’ex viceministra grillina nominata presidente del partito di Cateno De Luca

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Roma, 19 gennaio 2024 – “Ho abbandonato il Movimento 5 Stelle perché non la sentivo più casa mia e perché percepivo che stava tornando indietro rispetto ai suoi principi. Sud chiama Nord è un progetto che parla di buona amministrazione, di fare le cose giuste senza ideologia, ma intervenendo con competenza per risolvere i problemi. Cateno De Luca ne è l’esempio. Perciò credo che oggi questa sia la mia casa". Laura Castelli, deputata M5s della prima ora e viceministra dell’Economia nei governi di Conte e Draghi, è stata nominata presidente del movimento Sud chiama Nord. E oggi non sembra provare molta nostalgia per i grillini: "Anche perché qui ho ritrovato temi come l’equità territoriale, l’economia sociale e la necessità per il Sud di tornare a parlare da protagonista".

Il 2 marzo ci sarà la prima assemblea nazionale di Sud chiama Nord. Ma il vostro partito ha una vocazione più nazionale o regionale?

"La nostra proposta è una vocazione territoriale e nazionale. Anche la mia esperienza mi dice che senza organizzare i territori non si tiene in piedi a lungo un movimento. Perché le persone devono stare sul territorio. Ma questo progetto parla a tutta Italia".

Una cosa di cui va orgogliosa di Sud Chiama Nord?

"La norma di La Vardera sulle donne sopravvissute alla violenza di genere che potranno essere assunte in Regione Sicilia. Sud chiama Nord l’ha ottenuta e vorrebbe anche sfidare Meloni ad approvarla per tutto il territorio nazionale".

Il prossimo appuntamento elettorale sono le Europee. Andrete da soli o cercherete alleanze?

"Sud chiama Nord è la prima forza politica in Sicilia. Quindi potrà esprimere un europarlamentare. E lo vogliamo, visto che in Europa si fa il 90% della legislazione che poi viene approvata in Italia. Sì, stiamo lavorando con le forze diverse da quelle di governo a una possibile alleanza, ma non c’è ad oggi un partito preferito".

In Parlamento si discute di autonomia differenziata. Lei da viceministro lavorò a un testo per accorciare il divario Nord-Sud. Che ne pensa della legge Calderoli?

"Prima di tutto mi stupisce che le forze politiche che erano con Draghi non si ricordino che io e Mariastella Gelmini costruimmo un testo che dava l’autonomia alle regioni che la chiedevano. Anche i governatori erano d’accordo e la norma salvava le funzioni fondamentali: sanità, scuola, lavoro. Quella era un’autonomia intelligente, che conservava razionalità nei conti pubblici e non spaccava l’Italia. Il testo Calderoli è terribile e credo anche che sia poco praticabile. Sinceramente mi auguro venga bocciato".