Lunedì 22 Luglio 2024

Berlusconi: "Da premier non sarei andato da Zelensky". Palazzo Chigi: "Sostegno a Kiev"

Ucraina, le parole del Cav scatenano una valanga di reazioni. E Forza Italia precisa: "Da lui solo preoccupazione per la guerra"

A parlare con Zelensky? Se fossi stato il presidente del Consiglio non ci sarei mai andato perché stiamo assistendo alla devastazione del suo paese e alla strage dei suoi soldati e dei suoi civili

Il leader di Forza Italia Silvio Berlusconi accende la polemica politica a pochi giorni dall'incontro tra la premier Giorgia Meloni e il presidente ucraino Volodimir Zelensky a Bruxelles e a urne aperte (si vota per le elezioni regionali in Lazio e Lombardia). E rincara: "Bastava che cessasse di attaccare le due repubbliche autonome del Donbass e questo non sarebbe accaduto, quindi giudico, molto, molto negativamente il comportamento di questo signore".

Il Cav: "Biden prometta piano Marshall e stop armi"

Secondo il cavaliere "per arrivare alla pace penserei che il presidente americano dovrebbe prendersi Zelensky e dirgli che è a sua disposizione dopo la fine della guerra con un piano Marshall per ricostruire l'Ucraina. Un piano Marshall dai 6 ai 9mila miliardi di dollari, a una condizione: che tu (Zelensky, ndr) domani ordini il cessate il fuoco, anche perché noi da domani non vi daremo più dollari e non ti daremo più armi. Soltanto una cosa del genere potrebbe convincere questo signore ad arrivare a un cessate il fuoco".

Guerra in Ucraina, Zelensky a Bruxelles. Incontro con Meloni: "Grazie Italia"

Valanga di reazioni

Immediata la reazione dei della politica. "Le dichiarazioni pro-Putin e anti-Zelensky di Berlusconi sono motivo di clamorosa contraddizione dentro la maggioranza su un tema fondamentale come l'aiuto all'Ucraina. Sono posizioni che isolano l'Italia e indeboliscono il fronte occidentale, la premier non ha nulla da dire?" chiede il senatore Pd Enrico Borghi. Gli fa eco la presidente dei senatori democratici, Simona Malpezzi: "Giorgia Meloni è d'accordo con le parole inquietanti pronunciate da Berlusconi sulla guerra in Ucraina? Oggi di fatto si è schierato ufficialmente con la Russia di Putin. Con questi alleati di governo la premier non si lamenti di come viene trattata in Ue". Netto anche il leader del Terzo Polo, Carlo Calenda: "Berlusconi ricomincia con i suoi vaneggiamenti putiniani, in totale contrasto con Ue, il Governo di cui fa parte e il Ministro degli Esteri che è anche espressione del suo partito. Pessimo". Per la deputata di Azione-Italia Viva Elena Bonetti " Berlusconi conferma che questo governo non ha credibilità in politica estera. Poi Meloni dà la colpa a Macron del nostro isolamento internazionale. Che pena e che vergogna".

Palazzo Chigi ribadisce: "Convinto sostegno a Kiev"

In serata Palazzo Chigi ribadisce la linea più volte sottolineata dalla premier Meloni. "Il sostegno all'Ucraina da parte del Governo italiano è saldo e convinto, come chiaramente previsto nel programma e come confermato in tutti i voti parlamentari della maggioranza che sostiene l'Esecutivo" sottolineano fonti vicine al governo.

Tajani: "Forza Italia da sempre con Ucraina, Europa, Nato e Occidente"

Il primo a cercare di rimediare è il numero due del partito e ministro degli Esteri Antonio Tajani: "Forza Italia è da sempre schierata a favore dell'indipendenza dell'Ucraina - twitta Tajani - Dalla parte dell'Europa, della Nato e dell'Occidente". E garantisce lealtà: "In tutte le sedi continueremo a votare con i nostri alleati di governo rispettando il nostro programma"

Forza Italia precisa: "Cav preoccupato per la guerra"

Tace per ora Matteo Salvini e la Lega, mentre tocca a Forza Italia tentare di correggere il tiro con una nota in cui si precisa: "Il sostegno del presidente Berlusconi in favore dell'Ucraina non è mai stato in dubbio. Ha solo espresso la sua preoccupazione per evitare la prosecuzione di un massacro e una conseguente grave escalation della guerra, senza venire mai meno all'adesione di Forza Italia alla maggioranza di governo, alla posizione della Nato, a quella dell'Europa e degli Stati Uniti". Dal partito aggiungono: "Il presidente Berlusconi non ha mai nominato Putin, dal quale ha  più volte sottolineato di essere rimasto deluso, ha solo spiegato che nessuno è esente da responsabilità. A dimostrazione di come egli sia preoccupato e desideri un ritorno alla pace che interrompa questa spirale di violenza e di morti, ha auspicato un gigantesco piano Marshall in favore dell'Ucraina e del suo popolo".