Autonomia differenziata, ok del Senato: ora il ddl Calderoli passa alla Camera

Zaia: “Il Veneto ha fatto da apripista. Non è la secessione dei ricchi ma garantirà maggiori opportunità a tutti”. Il Pd: “Giorno triste, non finisce qui”

Roma, 23 gennaio 2024 – Autonomia differenziata: il Senato ha approvato con 110 voti favorevoli, 64 contrari, 3 astenuti, il disegno di legge di iniziativa governativa, firmato dal ministro per gli Affari regionali Roberto Calderoli (Lega). Il disegno di legge, collegato alla manovra, era in prima lettura a palazzo Madama, passerà quindi all’esame della Camera. Il coro con l’Inno di Mameli, i tricolori sventolati dalle opposizioni e la bandiera della Serenissima hanno accompagnato il primo sì.

La riforma prevede per le Regioni a statuto ordinario nuove possibilità di intervento in 23 ambiti, dalla salute all’istruzione, dall’ambiente alle infrastrutture. 

“Il successo di questo primo passaggio parlamentare rappresenta la pietra miliare che segna l’accelerata finale verso un traguardo di rinascita per il Paese; per tutto il Paese”. Così il presidente del Veneto, Luca Zaia, ha accolto il voto favorevole di Palazzo Madama.

Al Senato primo via libera all'Autonomia (Ansa)
Al Senato primo via libera all'Autonomia (Ansa)

Il Veneto, è stato “l’apripista di un percorso che, una volta portato termine, sarà occasione di progresso e giovamento per tutte le realtà territoriali, anche quelle verso le quali rimane indispensabile un’attenzione solidale”, ha aggiunto Zaia. Ringraziando quindi i senatori “che hanno consentito di coronare questo primo voto positivo del Parlamento. Anche a fronte di tante affermazioni udite in questi giorni sento di dover ripetere e confermare che l’autonomia non vuole lasciare indietro nessuno, non è la fuga dei ricchi dalla nave in difficoltà. È un nuovo modo di unire e progredire insieme, superando con un moderno regionalismo le rovine di uno statalismo che, questo sì, nei decenni passati ha prodotto territori a differenti velocità”. “Di fronte alla portata storica della riforma che si sta profilando va ribadito chiaramente come l’ autonomia non è la secessione dei ricchi che qualcuno si ostina a fare credere - prosegue- nessuna regione sarà privata di qualcosa e godrà, invece, di maggiori opportunità di crescita". 

Naturalmente le opposizioni hanno rovesciato il ragionamento. “È un giorno triste per l’Italia. Nel silenzio dei ‘patrioti’, il Senato ha approvato l’ autonomia differenziata. Una proposta vecchia, sconveniente e ingiusta. Ma non è finita qui. Il Pd continuerà a battersi contro questo disegno difendendo l’unità e la coesione del Paese”. Così sui social il deputato e responsabile Sud della segreteria nazionale Pd, Marco Sarracino.

La marcia del ddl Calderoli, tra scontro politico, bagarre e note di colore, si sposta ora a Montecitorio per tentare un via libera definitivo prima delle elezioni europee. Almeno questo nelle intenzioni della Lega che vorrebbe giocare la carta devoluzione in campagna elettorale.