Attilio Fontana: "Un Paese spaccato? No, sarà più efficiente"

Il presidente leghista della Lombardia ribadisce poi il sostegno alla candidatura di Vannacci quale capolista della Lega alle prossime europee

Attilio Fontana: "Un Paese spaccato?. No, sarà più efficiente"

Attilio Fontana: "Un Paese spaccato?. No, sarà più efficiente"

Il presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana, sostiene che l'approvazione dell'autonomia differenziata da parte del Senato sia un risultato storico per il decentramento. Fontana ritiene che questa riforma contribuirà a efficientare il Paese, delegando alcune funzioni alle Regioni e trasferendo loro le risorse necessarie. Inoltre, sottolinea che il fondo di perequazione rimarrà intatto e che la Lombardia contribuirà in modo significativo. Fontana conferma anche il sostegno alla candidatura del generale Roberto Vannacci come capolista della Lega alle Europee.

Attilio Fontana, presidente della Regione Lombardia, per un leghista di lungo corso come lei il sì del Senato all’autonomia differenziata è il primo storico risultato verso il decentramento, considerato che la riforma del titolo V della Costituzione fu approvata dal centrosinistra.

"I due provvedimenti non sono separati: oggi (ieri, ndr) il Senato non ha approvato una nuova riforma, ma ha dato il via libera all’applicazione della stessa riforma che fu approvata dal governo di centrosinistra. Grazie al ministro Roberto Calderoli e ai governatori leghisti Roberto Maroni e Luca Zaia, che nel 2017 promossero i referendum in Lombardia e Veneto, si è finalmente intrapresa una svolta prevista dalla Costituzione e fin qui inapplicata".

A proposito di referendum, le opposizioni ne propongono uno abrogativo.

"Intanto si porti a conclusione l’iter di approvazione dell’autonomia differenziata, poi potremo anche indire un referendum abrogativo. Personalmente non temo una eventuale consultazione. Di certo l’atteggiamento del centrosinistra è contraddittorio: è contro l’applicazione di una riforma che ha avviato".

Si contesta il modo in cui si è deciso di attuare il decentramento, si teme che questa riforma divida il Paese. Perché lei ritiene che contribuirà a efficientarlo?

"Non si fa altro che delegare alle Regioni che lo vorranno alcune funzioni ora di competenza dello Stato trasferendo alle Regioni le stesse risorse oggi impiegate dallo Stato per assolvere a quelle funzioni. La delega avverrà solo a fronte di una richiesta delle Regioni e la cifra sarà la stessa, quindi perché temere che si spacchi il Paese? Al contrario, lo efficienta perché noi come Regione Lombardia siamo sicuri di poter fare meglio dello Stato spendendo meno. Sottolineo poi che il fondo di perequazione resta intatto e la Lombardia vi contribuisce per oltre il 50%. In aggiunta i Lep (livelli essenziali delle prestazioni, ndr) che per 70 anni ci si è dimenticati di applicare vanno in aiuto delle Regioni più in difficoltà".

Quali funzioni chiederà allo Stato?

"Tutte e 23, ma andremo con gradualità. Una delle prime sarà sicuramente la sanità, utilizzeremo meglio le risorse che arriveranno da Roma. Oggi queste sono vincolate: c’è la quota da spendere per gli immobili dei presidi sanitari, la quota per acquistare farmaci, la quota per gli stipendi del personale. Con l’autonomia la somma trasferita resta la stessa, ma saremo noi a decidere come dividerla tra le voci di spesa. Aumenteremo gli stipendi e migliorare il servizio sanitario".

Lo scambio autonomia, fronte Lega, premierato, fronte FdI, è il vero collante di questa maggioranza?

"La compattezza di questa maggioranza non è un problema e lo si è visto in più occasioni, non solo sull’autonomia. Spiace per chi cerca di far passare una rappresentazione diversa".

Conferma di appoggiare una candidatura del generale Roberto Vannacci come capolista della Lega alle Europee?

"Può essere un valore aggiunto. Le sue idee non sono estremiste, ma una voce contro il pensiero unico".