Mattarella firma il dl Concorrenza ma scrive a Meloni: ambulanti come balneari, servono modifiche

Il capo dello Stato ha promulgato la legge ma ha avanzato perplessità sulle concessioni per il commercio sulle aree pubbliche. “La proroga di 12 anni eccessiva e sproporzionata”

Roma, 2 gennaio 2024 – Gli ambulanti come i balneari: arrivano le riserve del capo dello Stato. 

Il presidente Sergio Mattarella promulga la legge sulla concorrenza, elemento fondamentale per i finanziamenti del Pnrr, ma invia una lettera ai presidenti delle Camere e alla presidente del Consiglio per chiedere nuove norme sull’articolo 11 della legge che riguarda il commercio sulle aree pubbliche.

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A questo link il testo integrale della lettera

Come aveva fatto già il 24 febbraio 2023, quando aveva chiesto modifiche al ddl milleproroghe per la parte riguardante i balneari, ora il presidente della Repubblica ritiene “indispensabili” nuove norme che “a breve” intervengano a modificare l’articolo 11 del ddl concorrenza approvato a dicembre, ritenendo eccessivamente lunghe le proroghe per le concessioni già in essere dei commercianti ambulanti.

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Le parole del capo dello Stato

“La disciplina in esame presenta evidenti analogie con quella delle concessioni demaniali marittime, introdotta con la legge di conversione del decreto legge 29 dicembre 2022, n.198, recante ‘Disposizioni urgenti in materia di termini legislativi’, oggetto di una mia precedente lettera del 24 febbraio 2023, inviata ai Presidenti delle Camere e al Presidente del Consiglio dei ministri, ove evidenziavo i profili di contrasto di quella disciplina con il diritto europeo e, quindi, con il dettato costituzionale - scrive Mattarella - della legge ora in esame suscitano analoghe, rilevanti perplessità di ordine costituzionale le disposizioni del richiamato articolo 11 che intervengono sulle concessioni in essere e ne dispongono proroghe a vario titolo. Si prevede infatti che continuino ad avere efficacia fino al termine previsto nel relativo titolo, non solo - com’è logico - le concessioni assegnate con procedure selettive, ma anche le concessioni già riassegnate ai sensi dell’articolo 181, commi 4-bis e 4-ter, del decreto-legge 19 maggio 2020, n. 34, convertito, con modificazioni, dalla legge 17 luglio 2020, n. 77. Il predetto comma 4-bis ha disposto, a suo tempo, il rinnovo per la durata di dodici anni per le concessioni in scadenza al 31 dicembre 2020, mentre il comma 4-ter ha previsto la facolta’ delle regioni di disporre che i comuni possano assegnare, su richiesta degli aventi titolo, in via prioritaria e in deroga ad ogni altro criterio, concessioni per posteggi liberi, vacanti o di nuova istituzione, ove necessario, agli operatori, in possesso dei requisiti prescritti, che siano rimasti esclusi dai procedimenti di selezione previsti dalla vigente normativa ovvero che, all’esito dei procedimenti stessi, non abbiano conseguito la riassegnazione della concessione”.

Il punto nodale della questione

Nella conclusione del Capo dello Stato il cuore del ragionamento: “La proroga di dodici anni prevista dalla legge in esame per le concessioni in essere appare, alla luce di questi orientamenti giurisprudenziali, eccessiva e sproporzionata. Va rilevata inoltre l’incongruenza di prevedere una proroga automatica di durata superiore (12 anni) a quella delle nuove concessioni (10 anni). Il contesto che viene in tal modo a determinarsi presenta caratteristiche molto simili a quello oggetto della mia lettera del 24 febbraio scorso. I profili di contrasto con il diritto europeo e con decisioni giurisdizionali definitive accrescono l’incertezza del quadro normativo, determinando la necessità di garantire la certezza del diritto e l’uniforme interpretazione della legge da parte di tutti i soggetti coinvolti. Così come ho osservato riguardo alla vicenda delle concessioni demaniali, ciò rende indispensabili, a breve, ulteriori iniziative di Governo e Parlamento”.