Martedì 28 Maggio 2024

Tutor per gli studenti disabili: "Con noi diventano autonomi"

Mentor forma educatori che accompagnano i ragazzi dalla scuola al lavoro. Un’opportunità finora riservata a una settantina di giovani con fragilità.

Tutor per gli studenti disabili: "Con noi diventano autonomi"

Tutor per gli studenti disabili: "Con noi diventano autonomi"

Si chiama Mentor ed è la nuova funzione nata nell’ambito dei servizi alla persona e del supporto sociale con l’obiettivo di accompagnare ragazze e ragazzi con disabilità che frequentano gli ultimi anni delle scuole superiori a orientarsi nel mondo del lavoro. L’idea nasce da ’Inclusi. Dalla scuola alla vita, andata e ritorno’, progetto triennale selezionato da ’Con i Bambini’ nell’ambito del Fondo per il contrasto della povertà educativa minorile, che coinvolge organizzazioni del Terzo settore in tutta Italia nel promuovere una scuola e un territorio equi e accessibili a tutti.

Manca oggi in Italia per i ragazzi con disabilità un “ponte“ che colleghi il mondo della scuola con quello del lavoro e della società in cui vivere in modo autonomo. Per colmare questo vuoto, ’Inclusi’ ha dato il via al percorso formativo ’Mentor: strumenti e strategie per promuovere la partecipazione lavorativa e qualità di vita’. Dopo poco più di un anno di attività, sono al lavoro i primi 10 Mentor d’Italia: sono di base educatori, insegnanti, psicologi e assistenti sociali provenienti da Milano, Cremona, Napoli, Salerno, Ascoli Piceno e Senigallia, che hanno frequentato il corso e messo poi in pratica la formazione, coinvolgendo finora 70 ragazze e ragazzi con disabilità. La formazione del Mentor parte dalla valutazione di 8 ambiti che caratterizzano in maniera unica ogni individuo: benessere fisico, materiale ed emozionale, autodeterminazione, sviluppo personale, relazioni interpersonali, inclusione sociale, diritti, empowerment.

Questo lavoro permette di mettere al centro la persona e progettare quindi interventi mirati che tengono presenti le competenze e le risorse del giovane, ma anche i suoi desideri, le aspettative, i diritti. L’obiettivo ultimo è migliorare la sua qualità di vita, favorendo anche una maggiore inclusione nella società. Roberta Tardi - professoressa di lingue straniere moderne ed esperta in processi di inclusione - è una dei 10 Mentor formati e spiega perché secondo lei è necessario investire in questa nuova figura: "Il Mentor, oggi più che mai, riveste un’importanza formativa e di supporto per i giovani con fragilità: è un continuum dalla scuola al mondo del lavoro, che agevola una costruzione consapevole del proprio futuro.

La formazione del Mentor permette di essere più professionali e aggiornati, e combinare all’approccio formativo teorico tradizionale una formazione esperienziale per una comunicazione aperta, emozionale e consapevole." Altra nuova Mentor è Federica Lauritti - educatrice della cooperativa sociale Meraki di Cremona - che racconta la sua esperienza concreta, dopo aver seguito la formazione, nell’accompagnamento di due sorelle gemelle con disabilità, di 16 anni, nella scelta del loro futuro. "Le due ragazze frequentano la quarta superiore di un istituto professionale. Il lavoro che prevedo di fare con loro è molto lungo, ma si cominciano a vedere i primi segnali positivi: ‘Inclusi’ ha generato un cambiamento nella loro vita e in quella della loro famiglia".

A cura di Maurizio Costanzo