Giovedì 13 Giugno 2024

La sessualità non è pornografia: "Per amare occorre passione"

L’analisi del psicosessuologo Filippo Maria Nimbi: "Servono percorsi educativi"

La sessualità non è pornografia: "Per amare occorre passione"

La sessualità non è pornografia: "Per amare occorre passione"

La sessualità negli ultimi decenni ha vissuto un cambiamento quanto mai significativo. Passaggio obbligato per tutte le generazioni, da momento affascinante ed emotivamente coinvolgente, è diventata, per gli adolescenti di oggi, una fase impegnativa e problematica. "I ragazzi vivono tutti gli ambiti della loro vita come una sfida - spiega Filippo Maria Nimbi, psicologo e psicosessuologo, docente all’Università Sapienza di Roma - e la sessualità e le relazioni non sono da meno. La sessualità viene quindi vissuta come un obiettivo da raggiungere, una sfida nei confronti o di se stessi o degli altri, ovvero dei coetanei e dei modelli di riferimento. Purtroppo, direi, perchè focalizzando tutto sulla performance si perde l’aspetto affettivo, emotivo e relazionale".

Quanto social, sexting e il facile accesso alla pornografia influenzano i giovani?

"Hanno un ruolo importantissimo, centrale. Social media, sexting, pornografia sono fenomeni diversi, ma di base sono tutti elementi da cui i ragazzi possono avere in maniera indiretta informazioni sulla sessualità. Se però manca un’informazione primaria, che potrebbe essere l’educazione sessuale, non solo quella nelle scuole ma anche quella che viene appresa in famiglia o tramite gli amici, i social e pornografia diventano l’unico modello di riferimento per costruire la propria immagine nei confronti della sessualità. I ragazzi non hanno il manuale d’istruzioni per utilizzarli, è come se nessuno gli dicesse che quello è uno strumento per adulti e che non lo stanno utilizzando nella maniera più corretta. Quello che manca è una lettura critica dello strumento. La pornografia è un prodotto cinematografico d’intrattenimento per adulti che non ha nessuno scopo educativo".

Che ruolo hanno la scuola e i genitori?

"Il ruolo della scuola e della famiglia è fondamentale, perchè sono le prime istituzioni che fanno da agenzia educativa, però vengono lasciate sole. Ogni genitore e insegnante cerca di fare quello che può con quello che ha".

Quali sono le paure dei ragazzi?

"La paura più grande è quella di non essere in grado di soddisfare il partner e quindi di non essere all’altezza di sostenere una sessualità per come se la sono immaginata, come “una gara che non vincerò mai”. Questi timori in alcuni ragazzi diventano talmente forti che gli impediscono di sperimentarsi nella sessualità e nelle relazioni, oppure perdono interesse".

A cura di Marina Santin