Venerdì 24 Maggio 2024

La ragazza del muretto ... Ferrari. Giulia sogna di fare l’ingegnere

Dai Gran Premi in tv visti con papà è nata la passione per lo studio della meccanica

La ragazza del muretto ... Ferrari. Giulia sogna di fare l’ingegnere

La ragazza del muretto ... Ferrari. Giulia sogna di fare l’ingegnere

La Meccanica è una branca della Fisica che studia il movimento e l’equilibrio dei corpi. Un insieme di nozioni che, se studiate teoricamente, permettono poi l’applicazione pratica nel mondo reale. Ritengo molto bella questa disciplina e già all’età dei sei anni, all’incirca, per molti anni consecutivi, ricordo che ogni domenica guardavo insieme a mio papà le gare di Formula 1 e di MotoGP.

Stavo ore e ore con gli occhi fissi, incollati allo schermo a guardare le auto e le moto che sfrecciavano intorno alla pista, ad una velocità assurda. Ogni volta, guardando le gare provavo un senso di adrenalina, un brivido. Penso che l’ambiente e le emozioni che ho potuto percepire dalla tv, vedendo i piloti in preparazione alla gara, sono state le componenti che mi hanno avvicinato ancora di più alla meccanica. Ed è stato da quel momento, che ho iniziato ad interessarmi veramente a questa disciplina. Spinta dalla curiosità, finita la scuola secondaria di primo grado, mi sono iscritta all’istituto tecnico industriale a indirizzo meccanico, perché appunto volevo approfondire la materia e iniziare a conoscere meglio tutti gli elementi necessari per creare dei veri e propri modellini meccanici e sfidare le leggi della fisica. Dopo le superiori ho deciso di intraprendere a Pisa un corso universitario triennale, sempre ad indirizzo meccanico. Come si può immaginare il numero di iscritte ad ingegneria meccanica è basso. Nel mio corso di studi, Tecniche per la meccanica e la produzione, io sono l’unica ragazza.

Sono orgogliosa delle scelte che ho fatto, sia per le conoscenze che ho acquisito e che sto acquisendo, sia perché porto in alto il ruolo femminile in un campo che fino a qualche decennio fa era ritenuto solo per maschi. Nonostante le politiche scolastiche e sociali tendano a promuovere lo studio della meccanica tra il genere femminile, ritengo che non si sia ancora raggiunto un risultato soddisfacente e che debba essere fatto ancora molto.

Per quanto riguarda il futuro sono ancora indecisa su cosa fare. Non nego che mi piacerebbe tantissimo andare a lavorare sulle piste come meccanico o come esperta di elettronica, magari in qualche scuderia importante come la Ferrari. Allo stesso tempo però sto pensando, un giorno, di andare ad insegnare questa magnifica disciplina in una scuola secondaria di secondo grado perché dopotutto se coltivo questa grande passione è anche grazie ai miei professori che me l’hanno trasmessa.