Martedì 11 Giugno 2024

I minori sono soggetti deboli. Famiglia e Stato devono tutelarli

La ’Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo’ difende le loro prerogative

I minori sono soggetti deboli. Famiglia e Stato devono tutelarli

I minori sono soggetti deboli. Famiglia e Stato devono tutelarli

La Costituzione italiana non dedica molti articoli ai minori e le future generazioni. Nello specifico sono solo quattro articoli che parlano direttamente di infanzia: 30, 33, 34 e 37. Il nucleo essenziale della disciplina è contenuto all’art. 30, che si occupa essenzialmente dei rapporti famigliari e dovere di mantenimento, istruzione e educazione dei figli, compresi quelli nati fuori dal matrimonio. Vengono poi l’obbligo e il diritto all’istruzione (artt. 33 e 34), la protezione dal lavoro minorile e per il diritto al lavoro e le esigenze famigliari delle madri (art.37). Una menzione, poi, per la "tutela l’ambiente, la biodiversità e gli ecosistemi, anche nell’interesse delle future generazioni" inserita nel 2022 all’articolo 9.

Dalla originaria stesura della Carta emerge insomma "una visione piuttosto rigida della condizione giuridica del minore", come rileva il professor Paolo Passaglia, ordinario di diritto comparato all’università di Pisa, nella relazione su I minori nel diritto costituzionale. "Il minore viene infatti menzionato esclusivamente nell’ottica di una sua protezione (in famiglia e sul lavoro) ovvero allo scopo di rimarcare la necessità di assicurargli determinate opportunità (all’interno della famiglia e della scuola)". Un "soggetto debole", insomma. Rispetto al quale si misurano i doveri altrui – famiglia e società – più che i diritti propri. "Il minore è sempre visto nelle sue relazioni con altri soggetti, dai quali ci si aspetta che il minore possa trovare un valido sostegno per il corretto sviluppo della sua personalità", spiega il giurista. Non che questo non abbia rappresentato un salto di qualità rispetto a una fase storica – bastano i romanzi di Charles Dikens per capirlo – "in cui il minore era concepito in larga misura come una risorsa per la società – continua Passaglia – Un soggetto che doveva, innanzi tutto, concorrere al benessere della comunità in cui era inserito". Oggi il mondo è cambiato. La Convenzione Onu sui diritti dell’Infanzia e dell’Adolescenza del 1989 enuncia 42 diritti dei minori. E, se è vero che la Costituzione risente del tempo in cui è stata redatta, "è altrettanto vero che deve essere valutata in relazione, non solo a quello che afferma, ma anche a quello che suggerisce o che presuppone". Il che, a giudizio di Passaglia, la presenta "come un testo dalle grandi potenzialità" in grado di adeguarsi ai mutamenti sociali. Adulti permettendo.

A cura di Cosimo Rossi