Gentilezza. Dai giovani la rivoluzione

È proprio vero che i boomers non capiscono il senso dell’essere gentili?

Gentilezza. Dai giovani la rivoluzione

Gentilezza. Dai giovani la rivoluzione

A cura di Valerio Mammone

I giovani ci chiedono una RIVOLUZIONE che i boomer faticano a capire e ad abbracciare. E’ la rivoluzione della gentilezza, un modo tutto diverso di intendere i rapporti in tutti gli ambiti dove giovani e adulti si incontrano: a casa, a scuola, sul lavoro.

In tutti questi contesti, chi ha minore potere - figli, studenti, giovani lavoratori - chiede a chi ne ha di più di rinunciare al rapporto verticale e alla gestione unilaterale del potere e di aprirsi a un rapporto orizzontale, in cui imposizioni e punizioni lascino spazio a dialogo, collaborazione, condivisione degli obiettivi. Si chiede un passaggio da un sistema basato sulla diffidenza a uno basato sulla fiducia.

Queste nuove modalità relazionali vengono respinte dal mondo adulto per tre motivi:

1) c’è radicato pregiudizio secondo il quale punizioni, stress, rapporti basati sulla paura siano step fondamentali della crescita In realtà è vero il contrario;

2) c’è un forte pregiudizio secondo cui nei modelli relazionali basati sulla cooperazione e sulla fiducia reciproche l’anarchia la faccia da padrona;

3) c’è una resistenza al cambiamento, in particolare in un Paese vecchio come il nostro, dove tutto è gestito secondo regole scritte dalle generazioni nate entro gli anni Sessanta del 900.

Se pregiudizi e istinti conservatori prevarranno, la frattura intergenerazionale è destinata ad allargarsi. L’unica strada è quella del cambiamento di paradigma: che sia l’occasione per iniziare a vivere meglio?