Generazione Erasmus? Viaggiare cambia la vita

Da trentacinque anni un’occasione per milioni di studenti. Gerlando Sciabica: "Rendiamolo alla portata di tutti"

Generazione Erasmus?. Viaggiare cambia la vita

Generazione Erasmus?. Viaggiare cambia la vita

Insieme all’euro, all’abolizione dei controlli alle frontiere e al roaming l’Erasmus è senza dubbio uno degli elementi più conosciuti dell’Unione Europea. Una possibilità di scambio che viene offerta agli universitari, ma non solo a loro visto che il programma Erasmus+ coinvolge anche insegnanti, studenti delle superiori, apprendisti e iscritti a corsi di formazione professionale e giovani sportivi. Una generazione con la valigia in mano, “Generazione Erasmus“ appunto, che ha scoperto la propria identità europea mettendosi in viaggio.

"Un’esperienza che dal 1988 a oggi ha coinvolto oltre 14 milioni di ragazzi e in molti casi ha cambiato loro la vita - spiega Gerlando Sciabica, presidente italiano di Erasmus Student Network l’associazione che raggruppa i volontari che si occupano dell’accoglienza degli studenti in 40 Paesi del mondo - Non conosco nessuno che non sia tornato arricchito, dal punto vista della formazione ma soprattutto da quello umano. Erasmus significa aprirsi a nuove amicizie, allacciare relazioni e per molti rappresenta anche la prima vera occasione di vivere un’esperienza lontano da casa e mettersi in gioco". Si è fatto tanto in questi anni, ma si potrebbe fare ancora di più per rendere l’Erasmus un’esperienza davvero per tutti i ragazzi, anche per questo è nato Erasmus+ che ha ampliato l’offerta.

"Purtroppo i fondi sono limitati, anche se negli ultimi anni l’Ue ha provveduto ad aumentare le risorse disponibili. La dotazione media è di 300/350 euro al mese, decisamente insufficienti per poter far fronte alle spese di un soggiorno all’estero. Per questo la nostra associazione, con l’aiuto delle università, cerca di dare una mano agli studenti. Anche così però molti Paesi rimangono inaccessibili senza il sostegno delle famiglie che aiutano i ragazzi ad affrontare le spese del soggiorno".

a cura di Roberto Canali