Diritti inviolabili della persona. Il patto tra individuo e Stato

L’Art. 2 e l’insegnamento di Giorgio La Pira sul valore delle formazioni sociali

Diritti inviolabili della persona. Il patto tra individuo e Stato
Diritti inviolabili della persona. Il patto tra individuo e Stato

Caratteristica fondamentale dei diritti costituzionali è che questi non vengono meramente enunciati o catalogati dalla Carta. Con riferimento ai "diritti inviolabili dell’uomo" (art. 2), la Costituzione declina la natura dei rapporti tra individuo e Stato: stabilendo il carattere personalistico e comunitario della cittadinanza, la pari dignità e l’uguaglianza di fronte alla legge, il mandato alla Repubblica di rimuovere le sperequazioni sociali che limitino le libertà dello sviluppo della persona.

Su questo architrave tra gli articoli 2 e 3 poggia tutto il "compromesso costituzionale" tra i partiti di massa (Dc, Psi, Pci). Un’opera architettonica che deve molto al contribuito del Dc GIORGIO LA PIRA (1904-1977), secondo cui l’art. 2 rappresenta il "principio basilare che dà fondamento a tutta la Costituzione". Membro della Commissione dei 75, il ‘professorino’ La Pira redige la relazione su ’I principi relativi ai rapporti civili’ in seno alla prima sottocommissione sui Diritti e doveri dei cittadini. Futuro sindaco amatissimo di Firenze e beato intavolatore di pace, La Pira prende le mosse della critica ai due principali modelli costituzionali del passato: da un alto la concezione ’atomista’, fondata sul primato della libertà individuale affermatosi con rivoluzione francese; dall’altro la ’statolatria’ totalitaria hegeliana, propria della tradizione tedesca e sovietica, che "nega ogni libertà dei singoli".

Concezioni che soffocano lo spazio per "un pluralismo di ordinamenti sociali che permetta alla persona un graduale svolgimento della libertà". Ripartendo dal concetto aristotelico di uomo come "animale sociale", per il professorino i diritti pre-esistono alle formazioni giuridiche e "si radicano nella natura e nella struttura di persona umana e società". Di qui il loro ’riconoscimento’ di una nuova relazione tra singoli e Stato che attraversi le diverse forme dell’organizzazione sociale. "Non esistono nella persona umana diritti che lo Stato sia soltanto chiamato a riconoscere e a proteggere e non anche a creare – spiega La Pira – Una concezione così fatta della persona, della società e dello Stato ha come sue ineluttabili conseguenze l’eliminazione in radice della libertà umana e della personalità umana e quindi la cancellazione dei diritti naturali dell’uomo"

A cura di Cosimo Rossi