Martedì 23 Aprile 2024

Arrestato un parcheggiatore abusivo del Santobono: aveva ‘collezionato’ 35 denunce

Un 65enne del Rione sanità di Napoli era già stato condannato a 4 mesi di carcere, ma la pena gli fu sospesa dal giudice a patto che smettesse con l’attività illegale. Cinque anni dopo, è finito a Poggioreale

Napoli, 18 febbraio 2024 – Dopo 35 denunce e una condanna, un parcheggiatore abusivo finisce in carcere. È successo a un 65enne del Rione Sanità di Napoli, ‘beccato’ per anni a chiedere soldi agli automobilisti in cerca di parcheggio vicino all’ospedale pediatrico Santobono.

Una storia iniziata nel 2018 con la prima denuncia e finita ora con il trasferimento a Poggioreale per non avere rispettato le prescrizioni imposte dal giudice che la prima volta gli aveva concesso al sospensione della pena. Dovrà scontare quattro mesi di carcere. 

Parcheggiatore abusivo arrestato a Napoli (foto d'archivio)
Parcheggiatore abusivo arrestato a Napoli (foto d'archivio)

L’arresto 

Quattro anni fa la prima contestazione, era il 2018. Negli anni è stato denunciato per ben 35 volte per la sua attività di parcheggiatore abusivo nei pressi del Santobono di Napoli. Fu anche condannato a 4 mesi di reclusione, ma il giudice decise di sospendergli la pena a patto che la smettesse con l’attività abusiva. Cosa che non è mai successa. Ora l'uomo è stato portato nel carcere di Poggioreale ed è lì che sconterà i prossimi 4 mesi.

La storia

La storia inizia quindi nel 2018. I carabinieri della compagnia Vomero sanzionarono l’uomo, allora 60enne, del rione Sanità. Come accade in molte zone della città, l'uomo chiedeva illegalmente denaro ad alcuni automobilisti in cerca di parcheggio. La prima sanzione fu amministrativa, ma ciò non gli impedì di continuare nella sua attività e alle forze dell'ordine di segnalarlo e denunciarlo circa 35 volte, quasi sempre nelle strade che circondano l'ospedale pediatrico Santobono.

La condanna

Il procedimento giudiziario non si è mai fermato ed è andato avanti fino alla condanna. Il giudice ha imposto all'uomo un'ammenda di 2mila euro e 4 mesi di reclusione, ma con la sospensione della pena e altrettanti mesi di messa alla prova.

Ma, nonostante la condanna, l'uomo non ha rispettato nemmeno le prescrizioni imposte nel decreto di sospensione di esecuzione per la carcerazione. Venuti meno i presupposti per beneficiare della sospensione, il giudice ha ristabilito la pena della reclusione.

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