Napoli, mendicante in carcere da 20 mesi per una tentata estorsione di 4 euro: “Ha chiesto per due volte una moneta da 2 euro”

Il garante campano dei detenuti interviene per il caso di Kelvin, clochard di 25 anni condannato a 5 anni in primo grado e dal 2022 a Poggioreale. Domani l’udienza d’appello

Un mendicante (foto d'archivio)

Un mendicante (foto d'archivio)

Napoli, 7 gennaio 2024 – Intervento del garante campano per i detenuti per il caso di un mendicante di 25 anni che è stato condannato in primo grado per estorsione dopo aver chiesto a una persona per strada, per due volte, di avere 2 euro. Secondo l'accusa, avrebbe minacciato di tagliare la cappottina dell'auto di un automobilista se non gli avesse dato una moneta da 2 euro per poter parcheggiare nella zona di Fuorigrotta. Il giovane, Kelvin Egubor, senza fissa dimora e di origine nigeriana, è detenuto nel carcere di Poggioreale da 20 mesi. Domani ci sarà l’udienza d’appello e la difesa chiederà l’assoluzione per il 25enne.

L’intervento del garante per i detenuti

“Da 20 mesi Kelvin Egubor, nigeriano di 25 anni, senza fissa dimora, è in carcere a Poggioreale per presunta estorsione, per aver chiesto due volte alla stessa persona di consegnargli due euro per parcheggiare tra via Campana e via Giulio Cesare a Napoli”. Lo rende noto il garante campano delle persone private della libertà personale Samuele Ciambriello: “L'imputato mendicante in primo grado è stato condannato a cinque anni, domani ci sarà l'appello”. L'avvocata Antonella Salvia che lo difende chiederà l'assoluzione e in subordine gli arresti domiciliari in una comunità del casertano che ha offerto la disponibilità a prenderlo.

La difesa: “Non è possibile restare in carcere così tanto per 2 euro”

“Non è possibile - spiega l’avvocata - che una persona possa rimanere in carcere da tanto tempo per una estorsione, reato che noi contestiamo abbia compiuto, di appena due euro. Mentre magari ci sta chi se ne va in giro dopo aver commesso un omicidio”. Kelvin, racconta la sua legale, è un mendicante, assistito dalla chiesa di San Vitale a Fuorigrotta. Grazie al parroco faceva qualche lavoretto o spazzava la strada e chiedeva l'elemosina. Poi è successo qualcosa con l'uomo che lo ha trascinato in giudizio e fatto condannare.

“Sproporzione tra pena e fatti contestati”

“C'è una sproporzione di pena rispetto ai fatti contestati". Il garante campano segnala che nelle carceri campane ci sono tanti casi di invisibili, di persone senza fissa dimora ed accusati di piccoli reati. Ciambriello sul caso conclude: “Per Kelvin senza fissa dimora viene addirittura ignorata la pronuncia della Corte costituzionale del 24 maggio scorso con la quale si dichiara l'illegittimità costituzionale dell'articolo 629 del codice penale nella parte in cui non prevede che la pena da esso comminata è diminuita in misura non eccedente un terzo quando per la natura, la specie, i mezzi, le modalità o circostanze dell'azione, ovvero per la particolare tenuità del danno o del pericolo, il fatto risulti di lieve entità”.

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