Venerdì 14 Giugno 2024

Napoli, emergenza sovraffollamento negli ospedali: stop ai ricoveri, richiamato il personale con reperibilità e aperto un “reparto straordinario”

La Asl Napoli 1 ha istituito una Unità di Crisi per gestire il boom di accessi nei pronto soccorso del San Paolo, del Mare e Pellegrini causato dall’aumento dei contagi di Covid e influenza

L'ospedale "Vecchio Pellegrini" della Asl Napoli 1 (foto d'archivio)

L'ospedale "Vecchio Pellegrini" della Asl Napoli 1 (foto d'archivio)

Napoli, 4 gennaio 2023 – É emergenza sovraffollamento negli ospedali di Napoli, una situazione che ha portato la Asl 1 a istituire una Unità di Crisi per gestire l’eccessiva presenza di pazienti, un boom esploso nei giorni delle feste e causato soprattutto dall’aumento dei contagi di Covid e influenza. Da ieri sono entrate in vigore nei presidi sanitari partenopei sette provvedimenti con restrizioni nei ricoveri e nei servizi per contenere l’eccessivo afflusso di richieste. Inoltre per fronteggiare il superaffollamento nei pronto soccorso che dipendono dall'Azienda sanitaria locale Napoli 1, l'unità di crisi aziendale ha deciso di riaprire all'ospedale del Mare un “reparto straordinario” che conta 40 posti letto. L'Asl ha anche deciso di potenziare l'assistenza domiciliare, sta bloccando i ricoveri e si sta attivando la reperibilità del personale di comparto.

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L’Unità di Crisi e i 7 provvedimenti

L'Unità di Crisi insediata ieri dalla direzione strategica dell'Asl Napoli 1 Centro ha varato sette provvedimenti “per tener testa all'enorme afflusso di pazienti in pronto soccorso colpiti da complicanze del Covid e dell'influenza”. In particolare, è stato deciso di bloccare in tutti i presidi ospedalieri di propria competenza i ricoveri in regime programmato, fatta eccezione per le patologie oncologiche non differibili. Ulteriori misure, spiega l'Asl, sono “le dimissioni ad horas dei pazienti dimissibili, utilizzando il servizio aziendale gratuito per il trasporto a domicilio” e “l'allocazione dei pazienti presenti in Pronto soccorso ed abbisognevoli di ricovero presso i posti letto liberi di ogni singola Unità operativa aziendale, ricorrendo anche all'utilizzo di posti tecnici aggiuntivi rispetto alla dotazione di posti letto ordinari”. Ancora, è stato disposto di “valutare l'ottimale distribuzione del personale in tutte le unità operative favorendo - laddove possibile - il potenziamento della dotazione organica dei Pronto soccorso”. Inoltre “dalle 21 (del 3 gennaio, ndr) - spiega il direttore generale Ciro Verdoliva - vengono attivati il Day Surgery dell'Ospedale del Mare e dell'ospedale Pellegrini quali strutture di degenza ordinaria temporanea recuperando così 42 posti letto”. Ulteriori misure emanate dall'Unità di Crisi sono il richiamo in servizio del personale in “pronta disponibilità” necessario sia per attivare i posti letto aggiuntivi sia per incrementare - ove necessario - il personale delle Unità operative. Infine, tutti i giorni dalle 9 alle 19 viene assicurato il funzionamento degli “ambulatori a bassa complessità”.

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I dati nei pronto soccorso

Secondo i dati diffusi dalla Asl Napoli 1, dalle 18 del 1 gennaio alle 18 del 3 gennaio, nei tre pronto soccorso degli ospedali San Paolo, del Mare e Pellegrini sono 1.415 gli accessi, di cui 15 in codice bianco, 927 verde, 317 giallo e 43 rosso. “Influenza e contagi da Covid hanno sovraccaricato le strutture - spiega il direttore generale Ciro Verdoliva - dobbiamo cercare di recuperare ogni posto disponibile per riportare la situazione sotto controllo. Tutto il personale sta facendo un lavoro straordinario ma l'attenzione deve restare alta per fare in modo che l'emergenza di questi giorni possa rientrare al più presto”. Dall'Asl precisano che, comunque, “grazie al lavoro di tutti i professionisti competenti nella filiera dell'emergenza la continuità assistenziale non è mai venuta meno, né tantomeno l'attività chirurgica d'emergenza”. Il lavoro dell'Unità di Crisi serve ad individuare ogni utile azione per evitare il collasso. “La situazione è delicata - conclude Verdoliva - ma non bisogna creare allarmi. Il lavoro procede con il supporto costante del Governo regionale e in costante coordinamento con tutte le strutture territoriali”.

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