Pitti Bimbo apre i battenti, la moda diventa sostenibile anche per i più piccoli

Al via la 98esima edizione del salone fashion dedicato all’infanzia. Collezioni preziose anche per i neonati, ma con un occhio attento all’educazione ecologica

Firenze, 17 gennaio 2024 – L’abbigliamento per bambini ha una percentuale molto bassa, appena il 6%, di vendite online. E le boutique specializzate non vanno meglio perché occupano solo l’11,6% del mercato a tutto favore di grande distribuzione che si prende il 30% e le grandi catene che salgono al 49%. Perché negli ultimi anni tutto è cambiato nella distribuzione e anche nella produzione di moda baby che da oggi va in scena a Firenze al 98° Pitti Bimbo (fino a venerdì 19 gennaio) per le collezioni dell’inverno 2024-2025. In Fortezza da Basso torna la qualità e trionfa la sostenibilità, atteggiamento di educazione ecologica e di sostanza che più che mai deve cominciare nel fashion dai più giovani, fin da quando sono neonati.

Un modello della collezione Richmond Kids
Un modello della collezione Richmond Kids

Duecentoquindici i brand presenti, il 60% dei quali sono esteri, e questo racconta di come il panorama imprenditoriale e di distribuzione italiano nel tempo si sia molto impoverito: calo demografico, cambio di stile di vita, cambio climatico, riciclo e abitudine ritrovata di passare i capi per bambino e bambina tra i figli, dai più grandi ai più piccoli, di fare cambi, di pescare novità nei mercati e perfino nel vintage. Insomma, una rivoluzione di cui la fiera fiorentina organizzata da Pitti Immagine deve per forza tenerne conto. E infatti oltre la moda dei piccoli c’è una voglia nuova di sapere, di guardare con oggi nuovi il pianeta baby, interrogandosi con convegni e talk che in questi giorni popoleranno la Fortezza. E poi le collezioni non più solo strillate ma di sostanza vera. “Bisogna ritrovare fiducia, la distribuzione sta cambiando in modo totale – dice l’amministratore delegato di Pitti Immagine, Raffaello Napoleone – il fatturato del settore con 3 miliardi e 170 milioni tiene col -0,4% ma la produzione è calata di 15 milioni. E anche l’export ha tenuto con un +1,5% e l’import è calato al 3,6%”. Resistere anche al clima difficile per le guerre che insanguinano Ucraina, Israele e Palestina e rendono meno presenti specie i compratori, di solito fedelissimi a Pitti Bimbo, di tanti paesi arabi.

Insieme al Pitti Bimbo, che ha per tema PittiTime, anche PittiPets che ospita la mostra di Stefano Guindani ‘Gesti’ realizzata con i cani della Fondazione Squadra 4 zampe con lo slogan “adotta un cane e aggiungi un cuore alla tua vita”. Un insegnamento importante per grandi e bambini da parte della Fondazione che ha 20 dipendenti, 100 volontari, a Vairano in provincia di Pavia, e che rieduca e aiuta e assiste i cani più sfortunati.

Per la cronaca, arrivano sul mercato e si rafforzano nelle vendite anche le collezioni beauty per l’infanzia come quelle del marchio inglese Miss Nella, distribuito in Italia da Matteo Mameli che lancia la prima linea di skincare Lav Kids per la pulizia della pelle, porta da 6 a 52 i colori dei piccoli smalti, rende ancora più al sapore di frutta i lip balm. Sono morbidi e di montone vero cucite con lana naturale all’uncinetto a mano gli scarponcini caldissimi di Mou, sono tutti una piuma i parka di Canadiens anche per i neonati, nello spazio amplissimo di Inda Kids si mostrano le collezioni di 15 grandi firme presenti nello showroom napoletano, da Etro a Pucci, da Missoni a Eleventy, da Simonetta a Dou Doum e poi Juicy Couture. Da Molo i piumini hanno le stampe delle Dolomiti, da Gensami la maglieria è una cosa seria e preziosa perché al 100% in cashmere, da Jesurum l’abitino della cerimonia è in velluto blu con taffetas in tinta e colletti di pizzo candido.

“Il nostro bambino ci fa registrare numeri eccezionali – spiega Mena Marano, proprietaria e presidente del marchio John Richmond Kids acquisito nel 2017 anche per le linee degli adulti, mentre saluta lo stilista inglese sempre biondo e molto simpatico che ha fondato il famoso brand punk-chic – e penso sia merito della nostra forte iconicità. In Italia abbiamo una distribuzione alta, e vendiamo benissimo a Doha, Abu Dhabi, in Arabia Saudita, in Russia con Mercury che è il nostro partner, in Ucraina con Bon Marchè”. John Richmond Kids da questa edizione di Pitti Bimbo sostiene la Fondazione Pangea. “Curiamo i bambini che hanno assistito in famiglia alla violenza sulle madri e ci facciamo carico anche di loro nei nostri centri di accoglienza, vere case rifugio, che restano segreti per garantire la massima protezione – racconta Silvia Redigolo di Fondazione Pangea – un fenomeno terribile che riguarda un bambino su 5 in Italia. Ora grazia al sostegno di John Richmond Kids e all’aiuto di Mena Marano potremo ridare la libertà a questi bambini e alle loro mamme”. Non basta: riguardo alla collezione il brand che ha sede a Napoli ha siglato un accordo di produzione con Andrea Montelpare che è una garanzia di qualità e serietà per le calzature baby con la produzione nelle Marche.

Come dalle Marche arriva un altro brand di eccellenza, sempre di scarpe, attivo dal 1936 e famigliare: Rondinella Shoes che fa un made in Italy imbattibile e perfetto, sia per lo sportivo che per il formale con brio, tenendo sempre conto della vita movimentata dei piccoli. A capo di questa azienda di fama c’è Alfredo Romagnoli, coi figli Vittoria che si occupa di marketing e Filippo che cura la modellistica. Da Sarabanda, uno dei marchi storici di Miniconf che ha sede in provincia di Arezzo, trionfano praticità e colore: il presidente del gruppo Giovanni Basagni ha messo una nuova freccia nel suo arco dopo Ducati e Superga con l’introduzione delle collezioni, prodotte e distribuite, di Roy Roger’s marchio del primo jeans italiano di proprietà della famiglia fiorentina di Patrizia Biondi.