Vanno al Massimo. Fabi Gazzè Silvestri. Il rilancio del trio

Concerto nella Capitale dieci anni dopo l’Arena "Rappresentiamo generazionalmente qualcosa".

Vanno al Massimo. Fabi Gazzè Silvestri. Il rilancio del trio

Vanno al Massimo. Fabi Gazzè Silvestri. Il rilancio del trio

Roma, 28 novembre 2023 – "E quando ci ricapita?" si erano lasciti sfuggire nove anni fa Niccolò Fabi, Daniele Silvestri e Max Gazzé parlando del tour nei palasport con finale all’Arena di Verona, nato dall’esperienza dell’album a tre Il padrone della festa. Ma a volte ricapita. E l’idea di festeggiare il decennale di quell’esperienza il 6 luglio prossimo al Circo Massimo è il sicuramente il padre di tutti i “ricapita”. "In tutto questo indubbiamente c’è una componente di megalomania – ammette Fabi – Ma c’è anche un’onestà, una sincerità, un divertimento nel ritrovarci a cantare assieme per una sera quelle canzoni nel cassetto da dieci anni che, tutto sommato, me la fa diventare simpatica".

Dieci anni dopo i Rolling Stones al Circo Massimo, tocca a voi.

Fabi: "A Max e Daniele devo il fatto che con loro riesco a fare cose che da solo non mi sognerei mai. Sì, nel 2022 ho fatto la mia Arena di Verona, ma per un’ora da solo in scena con la chitarra, senza la magnificenza di chi deve mostrare i muscoli. Il mio linguaggio è sempre stato più intimo, da teatro. L’idea di portare lo spirito con cui da ragazzi suonavamo in locali da 70 persone in un posto da 60mila come il Circo Massimo è folle, visionaria, ma anche l’altra volta nessuno di noi pensava di riempire i palazzetti o l’Arena di Verona. E invece".

Tutto inizia e torna a Il padrone della festa.

Silvestri: "Quel disco per qualche ragione miracolosa ha continuato a vendere ogni giorno. Dieci anni fa in tour ci siamo resi conto che in tre rappresentavamo generazionalmente qualcosa, mentre da soli no. Riprovare ora quella sensazione con la scusa del decennale ci è sembrata la cosa giusta da fare".

Ospiti?

Fabi: "Se nel racconto della serata avremo modo di tirare dentro qualche amico per raccontare la cosa in maniera un po’ più ricca, magari sì. Ma non per spettacolarizzare l’evento. Se la gente viene è perché ci vuole bene così come siamo".

Documenterete il tutto con un disco dal vivo o con un film?

Silvestri: "Ci saranno delle telecamere, ma non so cosa faremo delle riprese. Perché vogliamo vivere quella giornata solo per chi sta lì, senza togliergli l’attimo del momento. Inizierà presto e andrà avanti a lungo".

Andrete a Sanremo?

Silvestri: "Magari sì, ma d’estate".

Cos’è cambiato rispetto a dieci anni fa?

Gazzè: "Niente. Abbiamo continuato a sostenerci reciprocamente come facevamo prima, a tirare fuori il meglio dell’altro, a volerci bene. Ci conosciamo da trent’anni, siamo un po’ fratelli e alla base del ritrovarci c’è quell’affetto che nel tempo ha aggiunto qualcosa ai percorsi di ognuno di noi".

Silvestri: "Assieme torniamo sul palco de Il Locale, il club romano in cui è nato tutto, quando eravamo musicisti e non ancora cantautori, suonando uno per l’altro proprio come facevamo nel ’93 senza la responsabilità sulle spalle di quel che è venuto poi".

Quindi occasioni così diventano un momento creativo importante.

Fabi: "Beh, dopo l’esperienza de Il padrone della festa, ho inciso Una somma di piccole cose che per me rappresenta il punto più alto raggiunto finora dalla mia produzione artistica. E credo, anzi mi auguro, che quell’esperienza abbia avuto la sua parte".

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