Lunedì 17 Giugno 2024
EVA DESIDERIO
Magazine

Un’onda di femminilità. Con leggerezza

Al via le collezioni estate 2024. N° 21 esalta la napoletanità, Iceberg sfoggia pelli (ecologiche) di serpenti. Spolverini d’autore per Cucinelli .

Un’onda di femminilità. Con leggerezza

Un’onda di femminilità. Con leggerezza

Apertura alla grandissima per la prima giornata di Milano Fashion Week per le collezioni femminili dell’estate 2024 in scena fino a domenica 24 con chiusura (come sempre generosa) di Giorgio Armani che costringe tutti a rimanere in città fino all’ultimo giorno, in un momento di riflessione e però anche di slancio per il made in Italy e i fatturati delle nostre aziende. E nella capitale internazionale del fashion il calendario è fitto (67 sfilate) e come sempre troppo stretto: ci vorrebbe un giorno in più, da cinque a sei, e chissà che per la prossima edizione del pret-à-porter a febbraio 2024 Carlo Capasa, presidente della Camera nazionale della moda italiana, non riesca a fare il miracolo. Intanto c’è chi si è mosso alla vigilia e addirittura l’antivigilia, lunedi e martedì, sfilando con coraggio e tenacia fuori calendario, come Martino Midali e le sue donne desiderose di una moda bella e confortevole; Laura Biagiotti con Lavinia Biagiotti Cigna impegnata per uno stile fresco sulla scia della mitica madre; Peserico che migliora ogni stagione in un crescendo di idee e di proposte femminilissime, le seduzioni giovani di Fracomina.

Ieri è scattata l’ora dei big. A cominciare dal sempre bravissimo Alessandro Dell’Acqua fondatore e proprietario al 70% di N° 21 (l’altro 30% è della Gilmar della famiglia Gerani) con le due anime di Napoli, città natale dello stilista, quella aristocratica e quella popolare, in un accento di seduzione perfetta, tutto superleggero e velato (come il famoso Cristo), tra vedove e spose in abiti di doppio pizzo, il tailleur trompe l’oeil chiuso dietro e tagliato in vita davanti, lo chiffon bouclé... Un sogno questo N° 21, indimenticabile.

Grinta e ritmo sulla passerella di Iceberg che il prossimo anno festeggerà 50 anni di storia e di successi per aver lanciato stilisti galattici come Castelbajac, Marc Jacobs, Giambattista Valli e Kim Jones. "Sono orgoglioso della nostra storia – dice Paolo Gerani, appassionato ad di Iceberg – Abbiamo inventato noi lo sportswear e continuiamo a farlo con il talento del direttore creativo James Long". Che punta sulla pelle ecologica dei rettili per spolverini perfetti, biker grintosi, trench che paiono volare, gonne lunghe e microtop asimmetrici. Belli i pantaloni zippati come il costume da bagno.

"Siamo felici per gli ordini arrivati a livello mondiale", racconta Brunello Cucinelli davanti a una collezione femminile ampia e con tanti pezzi unici, speciali, "lontani dalla banalità". Semplicemente favoloso lo spolverino in organza di lino. Per non dire della gonna di jeans leggero con lo strascico.

Per Antonio Marras entra in scena sul set cinematografico anni ’60 Marisa Berenson nei panni di una diva capricciosa e riempie di allure il defilè. Lo stilista che ha ceduto la maggioranza del brand a Sandro Veronesi, presidente del Gruppo Calzedonia, coltiva energia e nuovo glamour. Da Etro il direttore creativo Marco De Vincenzo (da un anno in azienda) lavora sull’archivio del marchio legato a un’estetica esotica e sognante: come in un templio antico, belli gli abiti di cotone a sirena con le stampe barocche, l’unicinetto prezioso con le piumette, come una lunga camicia l’abito di velluto devorato, delicato il body con l’immagine del polipo portafortuna della cultura di Micene.