Martedì 23 Aprile 2024

Tra terra mare e cielo. Il Portogallo è servito

Baciato dal sole e dal blu dell’oceano Atlantico, il Portogallo sta crescendo a vista d’occhio nella reputazione internazionale riservata alla...

Baciato dal sole e dal blu dell’oceano Atlantico, il Portogallo sta crescendo a vista d’occhio nella reputazione internazionale riservata alla sua cucina. Il tempo di atterrare a Lisbona con il volo Tap Air Portugal da Bologna e partiamo alla volta di Évora, città più grande dell’Alentejo, per un’esplorazione dell’enogastronomia locale che regala non poche sorprese. A cominciare dalla colazione con formaggio di capra Transmontano Dop, torta rustica all’arancia e abbondante frutta di stagione. Per la cena la proposta è Dom Joaquim restaurant, modello di cucina tradizionale alentejana nato nel 2007 dal desiderio dello chef di combinare la cucina tipica con una sua visione. Da sciogliersi in bocca le ‘Bochechas Assadas com puré de Maçã’, guance di maiale arrostite servite con puré di mela, a cui ci prepara uno squisito Serra da Estrela Dop, formaggio di pecora di consistenza burrosa che si mangia al cucchiaio.

Non può mancare un ‘queijo’ come l’ Évora DOP, fatto con latte crudo di pecora e lievemente piccante. Sapori da innaffiare con un Herdade do Rocim, vino rosso del 2020. Facciamo pranzo al Wine Bar di Esporão, governato dalla giovane e promettente chef Cristiana Baptista. Fra colline verdeggianti e filari di uva sorretti da viti a sperone, abbiniamo a una ricca degustazione enologica (ben sette etichette) piccoli taglieri di formaggi di capra, barbabietola e marmellata di mele cotogne, che aprono a una tagliatella di pane, Bisque di gamberi e Sander lucioperca (grosso pesce di acqua dolce).

Convince l’agnello ruspante e stufato di ceci, a cui seguirà una delizia di mousse al cioccolato, miso e pera, con colata di olio evo biologico dell’Esporão. Inebriati da un ottimo vino bianco Talha 2022, ci rimettiamo in viaggio per fare tappa all’Herdade do Sobroso, un wine&luxury boutique hotel inserito in 1600 ettari di terreno che fonda la propria idea di cucina "dalla fattoria alla tavola", offrendo il meglio della gastronomia tradizionale dell’Alentejo, dai bocconcini di Bacalhau conditi con dadini di patate, olive, alloro, maionese e peperoni, a una fetta di Azeitão in latte di pecora fino alla torta scomposta di pesca e albicocche, armonizzata con i vini di produzione propria.

Nel giardino biologico si producono erbe aromatiche, fragole, peperoni e altri ingredienti che entrano nelle preparazioni del ristorante, privilegiando la freschezza dei prodotti della terra. A conquistarci è però uno spirito, un’Aguardiente ‘Arché’, vellutato in bocca e che risveglia i sensi. Dopo tanta terra, finalmente il mare. Anche a tavola. Siamo in Algarve, dove una scorpacciata di vongole alla portoghese non ve la leva nessuno, così come un buon agnello marinato. Qui si mescolano carne e pesce in porzioni sostanziose.

L’eccellenza del desco portoghese prevede un assaggio di Jamon 100% Iberico – gusto complesso, profumato – e un nome che va all’essenza della cucina di pesce lusitana: il baccalà è un piatto storico e popolare, che si cucina in alcune varianti fra cui alla Braz. Al Don Sebastião a Lagos il cibo di mare trionfa, dall’orata al tonno, piatto forte dell’Algarve, dove lo trovate in favolose bistecche alla griglia. Grande varietà di dessert, fra cui la pera affogata nel vino ‘tinto’ e tortini mignon alle mandorle e uvetta.

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