Martedì 28 Maggio 2024

Statue e affreschi tornano in Italia Una “collezione“ di reperti trafugati

Sessanta opere recuperate negli Usa per un valore stimato 20 milioni di euro

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L’Italia svela e riporta a casa 60 reperti archeologici di eccezionale qualità, trafugati e venduti negli Usa ma in alcuni casi sconosciuti nel nostro paese persino al mondo accademico. Una “collezione“ di opere dal valore stimato di circa 20 milioni di euro, il cui “rimpatrio“ è frutto della collaborazione investigativa delle magistrature italiane e statunitensi che hanno seguito le tracce di questi reperti, frutto di scavi clandestini o veri e propri furti, immessi nel mercato antiquario internazionale da ricettatori e mercanti d’arte.

Come l’affresco pompeiano proveniente da scavi clandestini in area vesuviana: un Ercole fanciullo con serpente, risalente al I secolo d.C., commercializzato da un trafficante internazionale e poi acquistato da un collezionista statunitense.

O il particolarissimo busto di bronzo maschile, risalente tra la fine del I secolo a.C. e il I secolo d.C., a cui restano ancora tracce materiche usate per la resa degli occhi, finito negli Stati Uniti tramite un commerciante svizzero che lo vendette a un collezionista della contea di New York. Stesso percorso seguito dalla coppa kylix a fondo bianco risalente al V secolo a.C., contrabbandata in Svizzera attraverso un ricettatore internazionale e poi acquistata da una nota istituzione museale newyorkese nel 1979.

"È un grande successo contro il traffico illecito", si rallegra il ministro della Cultura Gennaro Sangiuliano che plaude al lavoro "competente e di cuore" e di squadra compiuto dai Carabinieri per la tutela del patrimonio culturale e il New York County District Attorney’s Office. Proprio il ministro parla pure di "altre attività di recupero in corso" su cui tuttavia intende mantenere il riserbo "per motivi di sicurezza": riportare a casa i gioielli italiani resta comunque una delle sue priorità.