"Sordi possibile spia". E la Svizzera gli disse no

Nel 1962 le autorità elvetiche impedirono all’attore di costruire una casa di villeggiatura sulle Alpi: troppo vicina a installazioni militari

Alberto Sordi

Alberto Sordi

Roma, 11 gennaio 2024 – E se Alberto Sordi fosse stato una spia? Non in un film: e già la cosa sarebbe stata abbastanza bizzarra. Nella realtà. All’inizio degli anni Sessanta, l’attore – al culmine della sua popolarità – s’innamorò di una località deliziosa delle Alpi svizzere, Andermatt. Una zona spettacolare, dove decise di acquistare un terreno. Ma le autorità federali svizzere glielo impedirono. Temevano che potesse carpire preziosi segreti militari. Dalla commedia all’italiana siamo passati in un film di 007. Il quale, peraltro, passerà poco dopo da quelle parti. È proprio intorno ad Andermatt, sulla strada che scende dal passo Furka, che la leggendaria spia al servizio segreto di sua Maestà – nel film del 1964 Operazione Goldfinger – insegue con la sua Aston Martin DB5 la Rolls Royce di Goldfinger. Mentre la bella Tilly Masterson dalla curva sovrastante imbraccia un fucile di precisione. Non a caso, quella strada si chiama, oggi, James Bond Strasse. E la curva è la “Goldfinger Kurve“.

Non c’è, invece, una Alberto Sordi strasse, né una Alberto Sordi Platz. Perché Alberto Sordi, da quelle parti, ha incontrato non Goldfinger ma il governo federale svizzero. La vicenda l’ha scoperta, rovistando negli archivi cantonali, il regista Felice Zanoni, che la ha raccontata sulla Urner Wochenblatt , il settimanale del cantone Uri. In tedesco. In breve, Sordi voleva acquistare un terreno dalle parti di Andermatt. Comune e canton Uri erano d’accordo: avere Alberto Sordi fra i residenti era, anzi, una ottima occasione per farsi pubblicità. Ma all’epoca ogni acquisto di immobili in Svizzera da parte di uno straniero doveva essere approvato dalle autorità federali. E il Consiglio federale, d’accordo con l’esercito, disse di no. Soprattutto l’esercito si oppose con fermezza all’idea.

Perché? Perché Andermatt era il luogo chiave dell’esercito svizzero. Situato al crocevia di tre importanti passi alpini svizzeri, quello del Furka, l’Oberalp e il San Gottardo, Andermatt fu scelto come quartier generale delle forze armate svizzere durante la Seconda guerra mondiale. La Svizzera era neutrale, d’accordo: ma non era affatto tranquilla di avere come vicina la Germania nazista. Nel 1962 si era in piena Guerra fredda, e l’attenzione militare era ancora altissima nella zona.

Così il brigadiere Brun, capo della sezione fortificazioni dell’esercito, scriveva a proposito della richiesta: "Il terreno in questione è vicino a importanti installazioni militari. Il suo acquisto da parte di uno straniero rischia di mettere a repentaglio la sicurezza militare del paese". E un dirigente dell’esercito rincarava la dose: "L’acquisto di terreni da parte di stranieri nelle vicinanze della fortezza di Andermatt deve essere impedito ad ogni costo". Ad ogni costo: neanche Andermatt fosse stata Fort Alamo, e Alberto Sordi un capo tribù dei Seminole o dei Sioux lanciato all’assalto. Ma è andata proprio così.

Sordi fece ricorso contro la decisione, affidandosi a un celebre avvocato svizzero, Franz Muheim. Il quale spiegò che i turisti stranieri che passavano dal San Gottardo potevano benissimo osservare le installazioni militari di Andermatt, e nessuno vietava loro il passaggio. Ma non ci fu nulla da fare. Il ricorso fu respinto. Il governo svizzero mise la pietra tombale sulla sua richiesta: "Nel raggio di un chilometro ci sono importanti edifici militari di natura segreta. L’acquirente potrebbe causare un danno considerevole alla difesa nazionale e una minaccia alla sicurezza del paese".

Che assurdità, viene da pensare. Però, pensandoci bene, non lo era poi troppo. Che un attore, uno bravo a fingersi qualcun altro, potesse essere una spia non era del tutto inverosimile. Alcuni dei più grandi protagonisti della Hollywood classica, in effetti, sono stati spie. Frank Sinatra, secondo la testimonianza della stessa figlia Tina, era un collaboratore della Cia, e trasportava segretamente personaggi scomodi fuori dagli Stati Uniti grazie al suo jet privato, dove nessuno metteva il naso. Cary Grant fu uno dei più grandi “cacciatori di nazisti“ durante la Seconda guerra mondiale, e accusò di essere una spia nazista l’attore Errol Flynn.

La leggendaria Marlene Dietrich inoltrò regolarmente rapporti all’Fbi durante la Seconda guerra mondiale: ma fu anche sospettata di essere una spia nazista, e pedinata da altri agenti dell’Fbi. E Greta Garbo svolse un grande lavoro sotto copertura per le forze Alleate, durante la Seconda guerra mondiale. E fece volare in segreto un uomo da Copenhagen alla Gran Bretagna, su richiesta dello stesso Winston Churchill. Quell’uomo era Niels Bohr, uno degli scienziati che aiutarono gli Usa a sviluppare la bomba atomica...

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