Mercoledì 17 Aprile 2024

Sensuale e libera, la forza della passione. Voglia di stupire e spirito anarchico in passerella a Milano

Da Etro a N.21 e Antonio Marras. La teatralità di Fendi, la verve sexy di Roberto Cavalli

Milan fashion week: Antonio Marras (Ansa)

Milan fashion week: Antonio Marras (Ansa)

Milano, 22 febbraio 2024 – "La moda ha bisogno di stupore", ed eccoci accontentati con la bella collezione di Etro che ha per direttore creativo Marco De Vincenzo, da un anno e mezzo alla guida del brand che si sta rilanciando con forza e che con Angelina Mango ha trionfato per look a Sanremo. Ed eccola Angelina ieri sera alla sfilata per l’inverno 2024-2025, con Diodato e Miriam Leone, con Eva Herzigova e Bianca Balti. Un Etro “massimalista” per la preziosità di forme e tessuti, per l’esuberanza delle proporzioni per lei e per lui perché la sfilata è co-ed, tra decorazioni metallizzate, cappotti lunghi e opulenti con stampe laminate che rivisitano il paisley, le belle borse intrecciate a mano. Splendida la maglieria a rovescio fatta a mano coi nodi tridimensionali.

Si sogna, si favoleggia, e ci si stupisce da Antonio Marras che riesce a lavorare di storia e di poesia insieme, raccontanto l’epopea di Eleonora d’Arborea, reggente e “Judicissa”, come dice Filippo Timi vestito da falconiere che la evoca appassionatamente, nobildonna vissuta nella Sardegna del Trecento impegnata nella difesa delle donne. Ed ecco la modella che incede sulla passerella col manto regale, e poi ancora nel defilè per lei e per lui, con cotte e maglioni corazza, Simonetta Gianfelici in grande abito neo-camouflage, ricami di mimosa e tanto nero, anche trasparente. Un Antonio Marras in stato di grazia, capace di struggimento e leggiadria.

Applausi liberatori per N.21, collezione creata dal bravissimo Alessandro Dell’Acqua che ricorda il bon ton dell’alta moda romana degli anni ’80, ma rende tutto anarchico e moderno, con un glamour senza freni. "Questa donna ha una sensualità nichilista, tutto deve essere libero", spiega Dell’Acqua mentre sfilano vestitini corti con fiocchi piccoli e rigorosi, abiti tutto spacco laterale, maglie norvegesi su gonne di paillettes, sottovesti delicate sotto cappotti sartoriali di taglio maschile. Una boccata d’aria nuova, questo N.21 delle meraviglie.

Da Fendi Kim Jones si diverte con giochi di tende, molto teatrali, e alla fine per l’applauso compare in passerella con una felpa firmata Miu Miu che diverte gli ospiti. Un mare di borse, che fanno molto del business della maison del gruppo LVMH, e su tutte sempre la Peekaboo.

Festeggia 50 anni Iceberg, marchio forte della famiglia Gerani che da Cattolica continua a fare un inno infinito al Made in Italy di qualità. A disegnare felicemente la collezione da sette anni l’inglese James Long: tanto nero e tanta ecopelle sartoriale, colori anche vivi come il giallo limone in total look con gli accessori. È sempre più un brand globale Hogan che regala soddisfazioni al presidente Andrea Della Valle. Un immaginario giovane e metropolitano, che guarda senza nostalgia alle icone del passato e le rinnova. Sete marmorizzate e alto tasso di seduzione per Roberto Cavalli con l’estro e la verve sexy di Fausto Puglisi. Atmosfere newyorkesi da Club 54 da Simonetta Ravizza che sceglie il total black per capispalla romantici di kidassia, mongolia, montone, tutte pelli dalla catena alimentare.

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