Il regno di Amadeus: "Il Festival non è mio. Ma è come piace a me"

Il direttore artistico alla vigilia della quinta conduzione all’Ariston "Con l’entusiasmo di un bambino, ho portato il mio desiderio di cambiamento".

Il regno di Amadeus: "Il Festival non è mio. Ma è come piace a me"
Il regno di Amadeus: "Il Festival non è mio. Ma è come piace a me"

"Al primo festival ho pensato che avessero chiamato me perché non avevano trovato nessun altro e l’ho fatto con la spensieratezza di chi è convinto che non ce ne sarebbe stato un secondo, questo atteggiamento mi ha permesso di fare un festival in libertà. Se doveva essere uno solo, almeno sarebbe stato come piaceva a me". Uno nessuno centomila Amadeus, passato ieri dal collegamento con Monica Maggioni a quello con Mara Venier, a quello con Fabio Fazio. "Io mi sento come un ragazzino che sognava di giocare a pallone e si ritrova a giocare la finale di Champions League" ammette “Ama” rimanendo in ambito calcistico. "E quando la trasmissione riesce come la desideravi, gli ascolti sono importanti, ma ancor di più è la soddisfazione di aver fatto qualcosa di autentico, in cui credi e che piacerà anche al pubblico".

Difficile dargli torto, anche se fare le ore antelucane per garantirsi il vigore di quegli ascolti è una pratica estenuante. "Sarà una festa h24" minaccia, riferendosi fortunatamente alla città e non alla sua diretta, che comunque lambirà le cinque ore. Come un volo per il Kuwait.

"Qui a Sanremo c’è già tanta gente da tutta Italia. Questo mi riempie di gioia e io sono felice perché sono circondato da tanti amici" ha confidato a Mara mentre Fiorello, travestito da Batman, e Fabrizio Biggio nei panni di Wonder Trans faceva irruzione davanti alle telecamere. "In quattro anni ci sono stati tanti momenti particolari, ad esempio quando rivedo le immagini del 2021 con l’Ariston vuoto non posso non ringraziare ogni singola persona che è salita su quel palco. Quattro anni che non si possono dimenticare". Più ancora di quelle che l’hanno preceduta, sarà l’edizione dei ragazzi. "Con l’entusiasmo di un bambino, ho portato avanti il mio desiderio di cambiamento, di portare il festival tra i giovani".

Ieri sera la festa è iniziata con lo spettacolo pirotecnico riflesso sulle placide acque del molo mentre in rada la Costa Smeralda, illuminata di verde, bianco e rosso ricordava con una grande scritta sulla fiancata che “Sanremo si ama”. A bordo Enrico Brignano, protagonista dello show di ieri sera, nell’attesa che si trasformi nel palcoscenico galleggiante del Festival per ospitare rapper e dee jay come Tedua, Bob Sinclair, Bresh e Gigi D’Agostino. Spettacolo che i giornalisti accreditati hanno potuto osservare dalla sala stampa di quell’Ariston Roof, riconquistato dopo tre edizioni di trasferimento forzato nei locali del Casino per ragioni di sicurezza imposte dalla pandemia. Un ritorno nella sede storica promesso da Amadeus già alla fine della passata edizione a cui lui e la Rai hanno mantenuto fede.

Intanto è arrivato il giorno della prova generale, quella che, nel pomeriggio, vedrà sfilare tutti e trenta i protagonisti di questa 74ª edizione e a offrire qualche ragguaglio in più sui valori in campo.

Sempre stasera, alle 21.10 su RaiStoria, la nuova serie di Rai Cultura con Edoardo Camurri “Grandi della Tv” popone la serata finale del Festival 1964. Quella vinta da una Gigliola Cinquetti appena sedicenne con Non ho l’età (per amare), primo brano italiano a vincere, poi, l’Eurovision Song Contest, che la stessa cantante veronese omaggerà di persona sabato prossimo.

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