Mercoledì 29 Maggio 2024

Quando è la festa della mamma 2023: la data in Italia e la storia della ricorrenza

Qual è il giorno preciso in cui festeggiare la festa della mamma? La domanda torna puntuale, come un orologio svizzero, ogni anno

Crediti iStock - Festa della mamma: origini

Crediti iStock - Festa della mamma: origini

Quello che però sappiamo ormai è che la ricorrenza non è precisa come un orologio svizzero. Infatti, fino all’anno 2000 si è sempre festeggiata il giorno 8 di maggio. Da oltre due decenni in Italia ricorre la seconda domenica del mese mariano. La scelta è dettata soprattutto da logiche di convenienza commerciale e più pratiche, perché nel fine settimana molti non lavorano. Quindi quest’anno la festa della mamma cade il 14 maggio 2023. Ma qual è la storia? L’evoluzione del costume? Il significato preciso di questa celebrazione mondiale? Facciamo chiarezza.  

Come è nata la festa della mamma

La festa della mamma ha risentito degli antichi retaggi. Già dalle civiltà politeiste italiche e da quelle etrusche, la madre simboleggiava la fertilità e la primavera. I pagani greci e romani nutrivano il culto della femminilità come colei che genera la vita e segna il passaggio dal gelido inverno all’estate, perciò è sempre stata associata alla stagione primaverile. Nei secoli successivi questa visione della madre ha segnato l’arte e il costume, ma anche la visione della famiglia. La mamma come fulcro centrale della famiglia ha accompagnato l’idea della donna fino al secolo scorso. Uno dei ritratti simbolici di inizio Novecento è quello di Klimt, “Le tre età della donna”. I nuovi movimenti femministi e le correnti letterarie della seconda metà del Novecento hanno rimesso in discussione questa visione. Eppure, la prima proposta di celebrare la festa della mamma risale al maggio 1870 e fu opera di una pacifista, poetessa e attivista femminista americana, Julia Ward Howe. Nel 1913 fondò uno dei primi gruppi della cosiddetta “prima ondata femminista” che si batteva per l’uguaglianza dei diritti civili e per la liberazione sessuale dagli stereotipi. Questa idea fu riproposta in seguito da Anna Marie Jarvis che il 10 maggio 1908 celebrò il “Mother's Day”, una cerimonia commemorativa in onore di sua madre (defunta 3 anni prima) e di tutte le madri della chiesa episcopale metodista di Andrews, che dal 1992 è considerato un santuario internazionale della festa della mamma e che si trova a Grafton, nella Virginia Occidentale. È stato il primo atto che ha dato il via alle celebrazioni annuali.

La nascita della festa della mamma in Italia

In Italia si cominciò a pensare a una festa così nel secondo dopoguerra, a metà degli anni Cinquanta, sia per motivi commerciali che religiosi. Sul primo aspetto intervenne un senatore, Raoul Zaccari, sindaco di Bordighera, primo promotore di una legge istitutiva della festa, che fu approvata nel 1958. L’idea nacque dal presidente dell'Ente Fiera del Fiore e della Pianta Ornamentale di Bordighera-Vallecrosia, Giacomo Pallanca. Egli celebrò la prima festa nel 1956 al Teatro Zen di Bordighera. Nel 1957 il parroco di Tordibetto di Assisi, don Otello Migliosi parroco, diede un’impronta religiosa, per sottolineare il valore religioso della mamma. Proprio a Tordibetto si trova il "Parco della Mamma”, sormontato da una statua della maternità attorno ai resti dell'antica chiesa di Santa Maria di Vico. La proposta di legge suscitò polemiche perché si voleva preservare l’intimità di un sentimento materno rispetto all’idea di normarlo con una legge. Ma il carattere commerciale prese il sopravvento, e così si è festeggiata sempre l’8 maggio, fino al 2000.  

Il significato della festa della mamma

Come abbiamo visto questa celebrazione ha risentito nei secoli della visione che la società aveva della donna e della figura materna. Ma la celebrazione vera e propria è il frutto di movimenti femministi e pacifisti formatisi negli Stati Uniti. Ma prima della proposta del senatore Zaccari, il concetto di madre fertile arrivò all’esasperazione al punto che vi è stata una festa “antenata” in Italia, durante il ventennio fascista. L’ideologia della visione di una donna madre portò a organizzare, il 24 dicembre 1933, la “Giornata della madre e del fanciullo”, non a caso fatta coincidere con la vigilia di Natale, ed espressione massima dell'ideologia del regime fascista. Tanto che la dittatura premiava le madri con più figli, come simbolo della difesa della maternità per un nuovo impero sempre più fertile e forte.