Sabato 22 Giugno 2024

Paolo Kessisoglu: dal cabaret alla solidarietà, l'impegno a favore degli adolescenti

Paolo Kessisoglu, noto comico e attore, sorprende i fan con il suo impegno sociale a favore degli adolescenti in difficoltà. Ha fondato l'associazione C'è Da Fare e recentemente ha raccolto fondi per il progetto Safe Teen.

Il pubblico lo ama da anni per sua ironia, sottile e mai banale. Paolo Kessisoglu, attore, comico, cabarettista e conduttore – da sempre in coppia con Luca Bizzarri – sorprende ora i fan con il suo impegno, attento e sensibile, a favore di chi sperimenta disagio e sofferenza. Lo showman ha fondato, assieme alla compagna Silvia Rocchi C’è Da Fare, un’associazione di cui è presidente, che opera per sostenere adolescenti alle prese con difficoltà psicologiche e neuropsichiatriche, promuovendo e finanziando iniziative in supporto. Come la Charity Dinner che si è tenuta qualche giorno fa a Milano per celebrare il primo anno di vita dell’associazione, dove sono stati raccolti 90mila euro a favore del progetto Safe Teen, realizzato in collaborazione con il reparto di Neuropsichiatria infantile e adolescenziale dell’ospedale Niguarda.

Dal palcoscenico alla solidarietà. Come è nata e cosa significa per lei ’C’è Da Fare’?

"Tutto è cominciato durante il Covid, quando mi sono imbattuto in una statistica sul disagio giovanile che mi ha seriamente impressionato. Disturbi alimentari, depressione, ritiro sociale e dallo studio. Numeri in crescita esponenziale, confermati anche dalle esperienze dirette di persone a me vicine, amici e parenti. Gli adolescenti sono il nostro futuro, anzi sono “il“ futuro. Ho deciso quindi di fare qualcosa. I giovani mi sembrano spesso abbandonati a loro stessi".

Il tema dell’educazione sembra starle molto a cuore, ne ha parlato di recente anche durante un Tedx Milano. Lei che tipo di padre è?

"Bisognerebbe chiederlo ai figli (ride). Noi genitori abbiamo un compito difficilissimo e i danni maggiori, purtroppo, si fanno senza rendersene conto. I nostri ragazzi non sono robot, non possiamo programmarne le scelte. Hanno un loro mondo interiore in cui tentiamo di entrare, spesso senza riuscirci del tutto. Credo che essere un buon padre o una buona madre significhi sapersi mettere costantemente in discussione".

Il post che ha dedicato l’anno scorso ai suoi genitori dopo la loro scomparsa, a pochi mesi di distanza l’uno dall’altro, ha commosso il web. Cosa pensa di dovere loro?

"L’ho capito solo dopo la loro morte. Mi hanno insegnato a battersi per realizzare i propri sogni, ma senza sgomitare, cercando di rimanere sempre delle brave persone. Esattamente come erano loro. Ancora oggi c’è chi mi ferma per strada per parlarmi di mio padre e mia madre".

Professionalmente si sente realizzato?

"Partiamo dal presupposto che nulla è mai sufficiente per me. Ho ancora tantissimi progetti a cui dedicarmi, tra cui la regia".

I social, croce o delizia?

"Una via di mezzo. Li considero un ottimo tramite per comunicare questioni di lavoro o che riguardano l’associazione, ma non amo trascorrere troppo tempo con il telefonino in mano. Preferisco leggere, scrivere, impegnarmi in altre cose"

Il suo sodalizio con Bizzarri resiste da tanti anni.

"Siamo ormai come marito e moglie, diversi e complementari. Un’intesa che resiste forse proprio per questo".

Nel 2000 ha condotto su Mtv un programma in cui girava l’Italia a bordo di carro funebre. Che rapporto ha con la morte?

"Non ci penso. Mi infastidisce molto di più l’idea di invecchiare, di non riuscire più fare le cose che facevo prima".

Esiste una preferita tra le showgirl con cui ha lavorato?

"Mi sono trovato bene più o meno con tutte. Con Ilary (Blasi ndr) ci siamo divertiti tantissimo, come con Alessia (Marcuzzi ndr) alle Iene, se penso agli albori della mia carriera. Ci sentiamo ancora oggi. Ma anche con Belen e la Canalis con cui nel 2011 ho fatto Sanremo. Riesco a diventare amico delle donne".

Le sarebbe piaciuto tornare a Sanremo al posto di Carlo Conti?

"Perché no? Amo le sfide. Il Festival è immersivo, lo ricordo come una parentesi professionale estremamente arricchente. Mi piacciono gli sport endurance e il palco dell’Ariston è un bel di match di resistenza. Trovo numerose analogie con una salita in sella a una bici".

All’Ariston sempre in coppia con Luca ovviamente?

"Sì (ride), ma anche da solo".