Mercoledì 24 Aprile 2024

'Anatomia di una caduta' di Justine Triet: perché non è candidato all’Oscar come miglior film straniero

La Francia ha proposto un altro titolo, forse ha pesato il discorso della regista a Cannes 2023. Ma per la pellicola potrebbe arrivare un premio più importante

'Anatomia di una caduta'

'Anatomia di una caduta'

È sempre più vicina la notte degli Oscar 2024. Il presentatore Jimmy Kimmel, chiamato a condurre l'evento per la quarta volta nella sua carriera, sta ripassando gli ultimi dettagli della cerimonia che coronerà tutti i vincitori dei 96esimi Academy Awards la notte del 10 marzo. Emozioni e colpi di scena ci sono stati già lo scorso 23 gennaio, all'annuncio delle nomination. L'esclusione di Greta Gerwig nella categoria Miglior regia nonostante il successo senza precedenti del suo 'Barbie', quasi 1 miliardo e mezzo di dollari al box office internazionale, così come aver candidato la sceneggiatura, sempre opera di Gerwig, tra le non originali. Sotto il profilo internazionale, la sorpresa è stata però un'altra: il francese 'Anatomia di una caduta' di Justine Triet ha guadagnato nomination come Miglior film, Miglior regia, Miglior attrice protagonista a Sandra Huller, Miglior suono e Miglior sceneggiatura, ma non come Miglior film non in lingua inglese. Lo strano caso nasconde motivazioni artistiche e politiche. 

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La scelta della Francia

Sembrava quasi un'equazione matematica. Palma d'Oro a Cannes 2023, Miglior film francese ai Cesar 2024 e Miglior film straniero ai Critic's Choice Awards 2024, 'Anatomia di una caduta' sarebbe stato il candidato perfetto per la Francia. Eppure l'inghippo comincia a settembre 2023 nel momento in cui i giurati d'Oltralpe devono scegliere quale pellicola proporre all'Academy nella shortlist per gli Oscar e il film di Justine Triet viene battuto – indiscrezioni dicono addirittura per un solo voto – da 'La Passion de Dodin Bouffant' di Tran Anh Hùng, con protagonisti Juliette Binoche e Benoit Magimel (che poi non è finito nella cinquina finalista). Come mai? In parte, è possibile che la giuria francese abbia sottostimato i cambiamenti di gusti e interesse avvenuti negli ultimi anni in ambito Oscar. Dalla vittoria di 'Parasite' nel 2020 a quella di 'Everithing Everywhere All At Once' del 2023, è chiaro che il cinema che viene premiato al Dolby Theater non è più per forza legato alla tradizione sicura, ma è innovativo e profondamente legato allo spirito del presente. 'La Passion de Dodin Bouffant' è in fondo una classica storia d'amore che, nonostante la vittoria a Cannes per la miglior regia, ha poi faticato a ottenere il riconoscimento del pubblico negli stessi cinema francesi mentre l'opera di Triet ha spiccato il volo in Europa e oltreoceano.

Il discorso a Cannes 2023

Quando la regista di 'Anatomia di una caduta' ha vinto il Golden Globe per la miglior sceneggiatura, in un emozionato discorso di ringraziamento si è rivolta proprio alla kermesse francese ricordando come tutto fosse cominciato da lì. Eppure, sembra che proprio dal discorso che Triet ha fatto a Cannes dopo la vittoria derivi una delle cause principali che l'hanno esclusa nella corsa alla shortlist per gli Oscar. Ricevendo la Palma d'Oro, si è scagliata contro quella parte di politica che vorrebbe "distruggere" un modello culturale d'eccezione, quale è quello vigente in Francia, che permette ai giovani cineasti emergenti di ricevere finanziamenti pubblici e lavorare in piena libertà creativa, svincolati dalla ricerca del successo commerciali. Un attacco duro, frontale, che ha riacceso la polemica e avuto strascichi per diverse settimane, facendo storcere diversi nasi.

Se vincesse Miglior film

Justine Triet è nota in Francia per essere una pensatrice libera, un'intellettuale senza peli sulla lingua che si è guadagnata il favore e il rispetto di una buona fetta di pubblico. È però possibile che all'interno della commissione dedicata alla selezione del candidato francese per gli Oscar – sette membri indipendenti nominati su proposta del Centre national du cinéma et de l’image – voci e risonanze dell'accaduto abbia pesato a sfavore di 'Anatomia di una caduta'. Ironia della sorte, la notte del 10 marzo la pellicola potrebbe addirittura vincere la statuetta più ambita, quella di Miglior film - gli avversari del caso sono 'Oppenheimer', 'Barbie', 'American Fiction', 'Past Lives', 'La zona di interesse', 'Maestro', 'The Holdovers', 'Killers of the Flower Moon', 'Povere Creature!'. Se così fosse, orecchie puntatate sul discorso di ringraziamento.

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