Giovedì 16 Maggio 2024
LEO TURRINI
Magazine

Notte prima degli esami. Quarant’anni e non sentirli. Così Venditti creò il cult

Nel 1984 (dopo un ko della Roma) il debutto live del brano-icona dei maturandi

Antonello Venditti, autore della canzone 'Notte prima degli esami'

Antonello Venditti, autore della canzone 'Notte prima degli esami'

Roma, 15 maggio 2024 – A volte non sono solo canzonette, con buona pace del grande Edoardo Bennato. A volte ci sono brandelli di musica leggera che irresistibilmente diventano parte di quella che chiamiamo, con vaga prosopopea, ‘cultura nazionalpopolare’. Fu così per Volare (anche se in realtà si intitolava ’Nel blu dipinto di blu’) di Domenico Modugno, per Emozioni di Lucio Battisti, per ’Strada facendo’ di Claudio Baglioni. Perché loro sì e altre no? È che scatta qualcosa nella psiche collettiva: un accordo, una frase, uno slogan. Qualcosa ti entra sotto la pelle e da lì risale fino al cervello. E non si muove più, nonostante lo scorrere del tempo, il disfacimento delle illusioni, l’invecchiamento delle cellule cerebrali.

Accade, è accaduto anche a ’Notte prima degli esami’. Copyright Antonello Venditti. Anno del Signore 1984. Sono trascorsi quattro decenni. In mezzo abbiamo visto e vissuto di tutto e in fondo l’autore un po’ lo aveva previsto: nello stesso album, Cuore, c’è per esempio il pezzo ’L’ottimista’, feroce satira dell’allora potentissimo Bettino Craxi ("È un ottimista/ dall’aria vagamente socialista/ non sbaglia mai…": ma qui si sospetta che Antonello, da sempre schierato a sinistra, si sia pentito di tanta asprezza, visto quello che è venuto poi). Ma insomma, stiamo sul pezzo. ’Notte prima degli esami’ è un cult ed è banale (se non oltraggioso!), ridurne il successo al fatto che la paura della Maturità, l’abbiamo provata tutti. Cioè va bene, è vero, la tremarella prima di una interrogazione decisiva l’abbiamo sperimentata al Nord come al Sud, zucconi e secchioni, maschi e femmine. Come recita un verso del brano, alzi la mano chi non ha pensato, almeno una volta, "la matematica non sarà mai il mio mestiere".

E però c’è qualcosa di più. Più dei due film che hanno tratto spunto dalla canzone (memorabile Giorgio Faletti nei panni del professore canaglia!), che pure hanno contribuito alla eternità di quei brevi minuti di musica e parole. C’è la vita, ecco. Leggenda racconta che Venditti confezionò l artigianale gioiello seduto davanti al piano, sgomento per la fine del suo matrimonio con Simona Izzo, in una casa che gli aveva trovato un amico caro e vero come Lucio Dalla. E nel silenzio figlio della malinconia ci mise dentro di tutto e di più: i rimpianti, le cosce tese chiuse come le chiese di una ragazza da amare, le notti di coppe e di campioni. Non a caso. ’Notte prima degli esami’ venne proposta in pubblico per la prima volta in una occasione speciale, anzi unica. Era il 30 maggio 1984: la Roma allenata da Nils Liedholm giocava in casa la finale della Champions (che allora non si chiamava ancora così) contro il mitico Liverpool. Finì male: il brasiliano Falcao, idolo dell’Urbe, non ebbe il coraggio di tirare un rigore e la Coppa la alzarono i conterranei dei Beatles. Fu uno choc, una ferita mai rimarginata.

Quella notte, Venditti suonò ’Notte prima degli esami’ davanti a una platea che condivideva il dolore del tifoso. Lo fece con un garbo che gli veniva dall’anima squarciata: perché questo è il bello e il brutto delle emozioni popolari, ti si conficcano nel cuore a prescindere dall’esito (esattamente dieci anni dopo quella sventura sportiva, Agostino Di Bartolomei, il capitano dei giallorossi del 1984, si tolse la vita con un colpo di pistola). Per questo, ma non solo per questo!, ’Notte prima degli esami’ è molto più di una melodia. È carne, sangue, ossa e nervi. E chi la ascolta, magari distrattamente, magari senza nulla sapere di Faletti e di Falcao, di Liedholm e di Lucio Dalla, magari nemmeno di Venditti, beh, se ne accorge. No, non sempre sono solo canzonette.

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