Lunedì 17 Giugno 2024
EGIDIO SCALA
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Nell’isola dei ragazzi che smettono di maneggiare le armi

Nell’isola dei ragazzi che smettono  di maneggiare le armi

Nell’isola dei ragazzi che smettono di maneggiare le armi

OTB Foundation e la Fondazione Agostiniani nel Mondo annunciano una partnership volta al potenziamento del Centro Residenziale Juvenat nella città di Dungu, nella Repubblica Democratica del Congo. Il progetto è finalizzato all’accoglienza e al reinserimento sociale ed economico di ex bambini-soldato – maschi e femmine – e di giovani emarginati. Con il contributo di OTB Foundation verranno potenziati i laboratori di formazione e produzione già presenti nel centro aumentando, quindi, del 50% i beneficiari del programma che diventeranno in tutto 650 tra ragazzi e ragazze. Falegnameria, programmatore PC, sartoria e agro pastorizia sono alcune delle attività in essere, tutte improntate alla formazione e alla produzione stessa. Viene inoltre portato avanti un programma di reinserimento scolastico in accordo con le scuole della città. Con il nuovo progetto si punta, infatti, ad aumentare il numero degli inserimenti scolastici del 30%.

Il settore produttivo dovrà invece garantire l’introito economico per il lavoro umanitario da svolgere in un contesto di non facile gestione. Il programma Juvenat, nato nel 2020, sta sostenendo ogni anno 450 ragazzi e ragazze ex-bambini- soldato, grazie al quale sono stati costruiti – nella prima parte del progetto – un centro residenziale e alcuni laboratori per assistere i giovani della zona. Grazie alla Fondazione del Gruppo OTB, il Centro potrà sostenere altri 200 giovani l’anno, aumentando del 50% i beneficiari del programma che diventeranno in tutto 650, tra ragazzi e ragazze.

Da sempre sensibile alla violenza, alle prevaricazioni e alle problematiche di donne e bambini, OTB Foundation ha deciso di sostenere concretamente la delicatissima questione dei bambini-soldat, che vengono rapiti nella Repubblica Democratica del Congo e in giovanissima età - ci sono addirittura casistiche di bambini arruolati tra i 4 e i 5 anni - vengono picchiati, seviziati e obbligati ad uccidere dai membri della Lord’s Resistance Army (Lra), un gruppo terroristico attivo in tutto il territorio africano che commette i crimini più orrendi.

OTB Foundation vuole affermare il suo ’no’ a questo orrore e ha scelto – in occasione del bando ’Brave actions for a better world’ – di sostenere questo progetto, tra i tanti proposti, proprio per la complessità sociale e antropologica dei bambini-soldato strappati alle famiglie per combattere nella Lord’s Resistence Army. Negli ultimi anni, gli abitanti di Dungu sono stati spesso vittime dei raid dell’Esercito di Resistenza che compie massacri di civili innocenti, stupri e rapimenti di bambini-soldato. Si stima che ne siano stati reclutati 30mila in questa zona e che molti siano nelle mani dei gruppi paramilitari. La maggior parte di loro hanno dagli 8 ai 15 anni e il 40% sono ragazze.

"In sintesi, il programma del Progetto Juvenat è costituito da due sezioni: formativo e di produzione – chiarisce Arianna Alessi, vicepresidente di OTB Foundation –. Grazie al percorso formativo verranno coinvolti circa 200 giovani all’anno in più, a partire dal secondo anno di progetto; di questi, molti ex-ragazzi soldato. Alcuni di questi giovani rimarranno a lavorare per l’azienda agricola, nei vari settori, e diventeranno loro stessi formatori per i nuovi beneficiari. E’ anche previsto un programma di reinserimento scolastico grazie ad alcuni accordi presi con le scuole della città. Con il nuovo progetto si punta ad aumentare il numero degli inserimenti scolastici del 30%. Il 50% dei beneficiari sono ragazze ed è inoltre stato deciso che la responsabile del programma di agro-pastorizia sarà una donna esperta in agro-ecologia. Le selezioni sono già iniziate".

Il progetto si svilupperà nei prossimi due anni e il programma del laboratorio di agro-pastorizia sarà quello più impegnativo anche perché suddiviso in due attività: la trasformazione di prodotti agroalimentari e la produzione di mattonelle di carbone per uso domestico da scarti vegetali, in sostituzione di legname e kerosene molto più inquinanti e che contribuiscono alla deforestazione. Inoltre, sono state avviate altre attività, come l’apicoltura (le arnie sono costruite dai falegnami del Centro), e l’allevamento di suini, bovini e pesci.