Marmo e arte, Massa Carrara vede l’America

La provincia indicata dal “New York Times“ fra i luoghi da visitare nel 2024 nel mondo, grazie a nuove mostre e a una vocazione antica

Marmo e arte, Massa Carrara vede l’America

Marmo e arte, Massa Carrara vede l’America

È la storia di una terra che si vedeva periferia di un impero e si riscopre al centro del mondo. È la storia di Massa Carrara, provincia della Toscana turistica amata dagli americani. Crocevia di passaggio fra la Versilia, per vivere o ballare, e le Cinque Terre, luoghi d’incanto che conquistano gli occhi e il cuore. Massa Carrara credeva di essere tagliata fuori da tutto e si riscopre invece meraviglia, terra da visitare, amare e ammirare. E ci riesce grazie allo sguardo degli altri, grazie al New York Times che questo lembo di terra pieno di contraddizioni lo dipinge come uno scrigno prezioso ricco di storia, arte e cultura, racchiuso fra il mare e la cornice delle Alpi Apuane.

Massa Carrara è al 17° posto della lista dei posti da visitare nel 2024 per il New York Times. Ci arriva grazie alla spinta degli “Uffizi Diffusi“ per una doppia tappa fra Pontremoli e il Castello Malaspina di Massa. Lo fa grazie ai quadri che a maggio dagli Uffizi torneranno a Palazzo Ducale, sede della Provincia di Massa Carrara e della Prefettura, dopo un viaggio errabondo che negli anni li aveva portati proprio dalle stanze della Prefettura fino a Firenze. Sono una decina di quadri, compresa una coppia di opere della bottega di Carlo Dolci.

Ma ci arriva grazie a quella che è la storia stessa del territorio, il fascino delle Alpi Apuane che si lega alle cave, i blocchi di marmo da cui hanno preso forma capolavori immortali, come il David di Michelangelo. Ed è qui che ancora oggi, sottolinea il New York Times, si possono incontrare scultori che lavorano il prezioso oro bianco.

È l’immagine di una terra d’arte che riscopre un legame profondo con New York. Soltanto a ottobre, sempre il New York Times aveva dedicato un lungo articolo ai fratelli Piccirilli ricordando come sei fratelli italiani, partiti da Massa Carrara, avessero “scolpito“ la storia di New York. Ed è ancora a New York, per l’esattezza al The Cloisters del Metropolitan Museum of Art, che si trova il portale del Biduino, opera che un tempo si trovava sopra il portale della chiesa di San Leonardo al Frigido a Massa.

Una provincia che riscopre se stessa attraverso gli occhi del mondo ma che non stupisce chi lo vive da vicino, come Luciano Massari, già direttore dell’Accademia di Belle Arti di Carrara.

"Il New York Times – commenta – ha già dedicato articoli in passato al nostro territorio, a Carrara, a TorArt che insieme agli studi d’arte è stata capace di richiamare l’attenzione a livello internazionale per l’innovazione legata alla tradizione – commenta – Inoltre all’estero apprezzano il nostro ambiente bellissimo, naturale, racchiuso fra mare e monti. Non bisogna dimenticare che da qui sono partite le mani che in territorio americano e canadese, in particolare, hanno realizzato importanti opere d’arte e lo continuano a fare. Sono stati i migliori ambasciatori per il nostro territorio, per la scultura e la formazione. Anche noi, come Accademia, abbiamo avuto studenti da New York, dalla Columbus Foundation: nell’immaginario collettivo rimaniamo e siamo un centro di scultura internazionale. Questo riconoscimento internazionale dovrebbe spingerci a fare più formazione, a dare più attenzione al settore. Basta lavorare tutti per un fine comune".

L’articolo del New York Times sembra spingere verso una coscienza e consapevolezza collettiva, come rimarca il presidente della Provincia, Gianni Lorenzetti. "Il riconoscimento di un valore che c’è e speriamo possa aiutare ad accendere un riflettore su Palazzo Ducale anche a livello nazionale e regionale" dice. "Non ci manca nulla come patrimonio artistico e culturale, basta pensare alla riscoperta e valorizzazione del Castello Malaspina con gli “Uffizi Diffusi“ – sottolinea il sindaco di Massa, Francesco Persiani –. Attrattive adatte a un turismo internazionale". "Il nostro territorio è ricco di storia e quella storia continua a tramandarla grazie a marmo e know how – è il commento della sindaca di Carrara, Serena Arrighi –. Non dimentichiamo il nostro bellissimo paesaggio naturale. Lavoriamo per rendere il territorio sempre più attrattivo, obiettivo: scalare la classifica".

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