L’uomo Tagliatore. Contemporaneo e a tutta qualità

di Eva Desiderio "Io sono un sarto che disegna abiti e che dalla Puglia è arrivato con Tagliatore nei più prestigiosi...

L’uomo Tagliatore. Contemporaneo e a tutta qualità

L’uomo Tagliatore. Contemporaneo e a tutta qualità

di Eva Desiderio

"Io sono un sarto che disegna abiti e che dalla Puglia è arrivato con Tagliatore nei più prestigiosi best shop del mondo". È sincero e soddifatto Pino Lerario, anima del brand sartoriale Tagliatore basato a Martina Franca dove tutto è cominciato col nonno Vito Lerario, il ’Tagliatore’ appunto perché tagliava la pelle per fabbricare scarpe.

"L’anima del nostro lavoro è qui a Martina Franca e non abbiamo mai pensato di lasciare le nostre radici – racconta Pino Lerario, proprietario e direttore creativo, nel grande show room di Corso Italia a Milano durante la presentazione per Milano Fashion Week della collezione maschile per l’inverno 2024-2025 – anche perché l’appartenenza a questo territorio sul quale lavoriamo ci permette di tenere invariata la qualità delle nostre giacche e dei nostri cappotti senza dover alzare troppo i prezzi. C’è infatti bisogno di un prodotto bello, fatto bene, di tendenza ma accessibile, per persone vere, per uomini che si vogliono vestire in modo contemporaneo nella tradizione".

Purtroppo anche Lerario lamenta la mancanza la manodopera e in questo senso bisogna lavorare per progettare il futuro delle aziende manifatturiere italiane. "Anche noi stiamo pensando a fare formazione e speriamo molto in questo neonato Liceo del Made in Italy creato dal Governo". Tagliatore tra le collezioni maschili e quelle femminili vende in 800 negozi al mondo, con ottime performance come ad esempio in Giappone.

"Siamo riusciti a fare collezioni complete, per un nuovo classico. In ogni stagione modifichiamo i revers delle giacche e io lo faccio anche solo per 3 millimetri – racconta Lerario mentre accarezza le sue creazioni e mostra i nuovi cappotti che si sono un po’ allungati – le spalle si sono ampliate ma con giudizio e la linea è sempre più dritta. Anche sui pantaloni faccio ricerca e posso avere in collezione il fondo di 23 centimetri più generoso come quello più slim che si ferma a 17,5".

Con Pino Lerario lavorano già i due figli: lo affianca dal punto di vista creativo Luca, che ha 26 anni, mentre per la parte commerciale dell’azienda se ne prende cura Francesco che di anni ne ha 29. Con loro si avvia il processo per il futuro del marchio che è conosciuto per la qualità ed eccellenza di prodotto. La collezione inverno 2024-2025 prende in considerazione il tema del cappotto anche se di pesi più leggeri per il cambio climatico in atto nel mondo.

"E’ vero, forse negli ultimi tempi c’è stata meno vendita di cappotti – spiega Lerario – ma credo sia tornata la voglia ai nostri clienti di ricomprarli, come pure il montgomery, magari senza cappuccio ma sempre coi tre alamari. Va molto il velluto liscio nero, un grande classico dalla sera alla mattina, e molti tessuti sono disegnati da me. Nella nostra azienda le collezioni al femminile rappresentano il 20% di vendite e produzione. In fabbrica ho più di 200 persone e per il 70% sono donne. Nel 2022 abbiamo compiuto 60 anni di storia".

Pino ricorda con nostalgia quando a 7 anni era già nella sartoria di famiglia e lì giocava e ’respirava’ tessuti e lavorazioni. Un’eredità bellissima per una storia di moda davvero italiana che orgogliosamente parla dell’ingegno del nostro Sud e di una terra attiva e prolifica come la Puglia, terra di origine di Tagliatore.

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