Giovedì 13 Giugno 2024

Liliana Cavani sul set a novant’anni "Mi sento a casa, il lavoro mi fortifica"

La regista sta ultimando il film tratto da “L’ordine del tempo“ di Carlo Rovelli

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Non è da tutti compiere 90 anni e lavorare a un nuovo film, ma Liliana Cavani, che al traguardo arriva il 12 gennaio, non si può certo definire una donna comune. In compagnia di Clint Eastwood, Edgar Reitz, Giuliano Montaldo tra i registi longevi come lei, cita invece un altro grande, l’83enne Marco Bellocchio. "È a lui che mi sento vicina, abbiamo fatto il Centro sperimentale di cinematografia tanti anni fa, lo aveva cominciato come attore, poi passò al corso di regia", ricorda la regista, che negli anni ‘70 è stata in cima al cinema d’autore italiano proprio con Bellocchio, con Bernardo Bertolucci e Pier Paolo Pasolini.

Liliana, non è da tutti stare sul set alla sua età.

"Ho desiderato tanto farlo e sono grata alla produzione che si è assunta questa responsabilità. Il libro di partenza, L’ordine del tempo dello scienziato-scrittore Carlo Rovelli, mi interessava molto e poi ho avuto attori fantastici come Alessandro Gassmann, Claudia Gerini, Edoardo Leo, e il set è stato un piacere immenso. Io vivo sul set, così mi sento a casa. Non mi stanco affatto, il lavoro mi fortifica".

È stata una delle rare registe donne in Italia...

"Non mi sono mai pensata come donna, quello che volevo fare per l’80% o di più ci sono riuscita. Non è stato facile, ho avuto sempre difficoltà a trovare finanziamenti: se una donna fa un film e lo sbaglia, difficile che abbia altre possibilità. Ora il clima mi sembra un po’ cambiato, le registe sono più numerose, certo sono sempre oneste e seriose, non sono furbe".

In che senso furbe?

"Se le donne imparassero a fare film più facili le cose cambierebbero velocemente, invece alziamo sempre l’asticella e così siamo sempre in affanno, bisognerebbe liberarsi di questa mentalità".