Giovedì 20 Giugno 2024
ANNA MANGIAROTTI
Libri

L’assassinio (da fumetto) di Houellebecq

L’ultima provocazione del geniale e controverso scrittore francese: in mostra alla Milanesiana le tavole della graphic novel-thriller

L’assassinio  (da fumetto) di Houellebecq

L’assassinio (da fumetto) di Houellebecq

Milano, 7 giugno 2024 – Cosa resta da narrare a chi ha descritto magistralmente la propria morte? Avremmo voluto chiederlo, con un’anticipazione del testamento, a Michel Houellebecq. Ma per un banale imprevisto, o scegliendo un significativo silenzio, ha dato forfait ieri sera all’evento in programma nell’ambito de La Milanesiana, ideata da Elisabetta Sgarbi che ha arricchito il format fino ai comics: previo balletto di 25 rose (tante le edizioni del Festival), al Piccolo Teatro, fino all’11 luglio, la mostra Michel Houellebecq / Louis Paillard. La carta e il territorio, con le tavole originali di Paillard che ha esaltato nei colori di una graphic novel (romanzo a fumetti) l’omonima autofiction noir, premiata con il Goncourt nel 2010.

In questo libro da collezione (con il sigillo La nave di Teseo), un “costernato” ministro della cultura Frédéric Mitterrand saluta la memoria del "creatore immenso", mentre le prime pagine dei quotidiani annunciano "L’ecrivain Michel Houellebecq Sauvagenment Assassiné". Tanto selvaggiamente, che per il commissario Jasselin (pur fortificato dalla asubha, meditazione buddista sul cadavere) il delitto rappresenta uno dei peggiori momenti della carriera. Piena fiducia nella polizia, peraltro, proclamano i commentatori tv finalmente trovando il coraggio di dichiarare al microfono che Houellebecq "aveva come nemici tutti i coglioni della piazza parigina...".

Il maledetto, il più odioso e letto (all’estero) degli scribacchini francesi, ex-informatico che ha conosciuto la disoccupazione e la fame, già indesiderato dai genitori che lo affidarono alla nonna (dalla quale il cognome), autore di calibratissime provocazioni era dunque molto atteso a Milano. Dai fan affezionati alle sue rare battute sussurrate, alla sua gentile inerme gracilità. Assente perché, in definitiva, timido? Ma proprio “la Timidezza” è il fil rouge de la Milanesiana... "L’anno scorso si era presentato invece all’inaugurazione della mostra a Parigi, dove abbiamo venduto una sessantina delle tavole. Andate a ruba, le scene più efferate" ricorda il brillante Guido Romero Pierini della galleria Romero Paprocki che scommette sui giovani, e sul non più giovane ma abilissimo architetto Paillard, illustratore per passione. Il quale ci ricostruisce 14 anni di amicizia: "Ho incominciato a comunicare per mail con Michel, che non ama parlare al telefono, ma scrivere, appunto. Il mio primo messaggio, spedito una Vigilia di Natale, come in una bottiglia abbandonata tra i flutti del mare... Mi rispose subito il Capodanno... Durante il Covid, gli ho mostrato le prime tavole realizzate dall’introduzione del romanzo che mi era piaciuto molto, condividendo la critica all’arte e all’architettura contemporanea, espresse dal principale protagonista, Jed Martin, fotografo delle carte stradali della Michelin (da cui il titolo) e pittore di ritratti di personalità nell’esercizio della professione". In proposito, vedere in mostra la tavola sulla retrospettiva dell’artista Jed Martin al Centre Pompidou con i quadri sui mestieri in declino, come il macellaio equino Ferinand Desroches, e Claude Vorilhon gestore di un bar-tabacchi, fissati sulla tela non per nostalgia, ma mentre si era ancora in tempo a farlo, prima della loro scomparsa.

L’incipit è invece subito riservato al dileggio per l’avanguardia. Abbastanza facile, ammette Jed, cogliere l’espressione di Damien Hirst: cinico e brutale, del genere "vi disprezzo dall’alto della mia ricchezza". Ma non quella di Jeff Koons: "Difficile quanto dipingere un pornografo mormone". E l’esasperazione non risparmia i grandi fotografi: "Con la loro pretesa di rivelare nei loro scatti la verità di loro modelli, non rivelano un bel niente". Paillard ha pennellato con assoluta fedeltà i testi, praticamente due terzi dell’irresistibile scanzonato thriller, l’unico di Houellebecq, che con "infinita pazienza" (sic) ha incoraggiato e seguito il progetto. Senza aver niente da ridire? "Mi ha corretto gli errori di ortografia".