Martedì 16 Luglio 2024
COSTANZA CHIRDO
Libri

“Here”, il fumetto di Richard McGuire diventa un film di Zemeckis con Tom Hanks e Robin Wright

Torna sul grande schermo la coppia da Oscar di “Forrest Gump”. Con una pellicola sulla storia che ha rivoluzionato il mondo del fumetto

Dal trailer ufficiale di "Here", diretto da Robert Zemeckis (Sony Pictures Entertainment)

Dal trailer ufficiale di "Here", diretto da Robert Zemeckis (Sony Pictures Entertainment)

New York, 26 giugno 2024 – Dal regista di “Forrest Gump” (1994) e “Cast Away” (2000) Robert Zemeckis, 72 anni, a novembre arriva in sala “Here”, il film basato sul graphic novel di Richard McGuire che ha cambiato la storia del fumetto. Le prime immagini della pellicola, rilasciate oggi da Sony, stanno facendo discutere per un fatto in particolare: gli interpreti Tom Hanks, 67 anni, e Robin Wright, 58 anni, sembrano “ringiovaniti di decenni”.

“Here” (in italiano “Qui”, pubblicato da Rizzoli Lizard) di McGuire è una storia – e ha una storia – particolare. Il protagonista del fumetto, presentato nella prima vignetta, è l’angolo di una stanza – il “qui” dove tutto succede, che è precisamente il salotto d’infanzia dell’autore. Ogni azione successiva è ambientata “qui”, in quell’angolo, visto sempre dalla stessa prospettiva ma in momenti diversi nel tempo, a partire dal 1957 – anno di nascita di McGuire. Apparsa per la prima volta nel 1989 in bianco e nero sulla rivista americana “Raw”, che aveva dato a “Here” uno spazio di sei pagine, per un totale di 36 vignette, la storia scardinava completamente la tradizionale narrazione grafica lineare, presentando quell’unico spazio fisso in diverse dimensioni temporali, popolato da diversi personaggi.

"Here" di Richard McGuire in "Raw", 1989 (The Beautiful Comics)
"Here" di Richard McGuire in "Raw", 1989 (The Beautiful Comics)

Come spiega “Fumettologica”, McGuire ebbe l’ispirazione originaria per la storia guardando l’interfaccia grafica dell’allora neonato sistema operativo Windows, in cui era possibile visualizzare sullo schermo diverse “finestre”. Così l’autore illustrava i fatti svoltisi in uno unico posto, “in un arco di tempo ampio praticamente quanto la storia dell’umanità intera”, garantendosi illimitate possibilità narrative. La pubblicazione di sei pagine su “Raw” è stata solo l’inizio di una storia molto più lunga, pubblicata da Pantheon Books negli USA in un unico volume di circa 300 pagine solo nel 2014

In un lavoro di circa 25 anni, McGuire non ha incrociato solo dimensioni temporali diverse, ma anche stili, registri grafici, decostruendo e ricostruendo l’architettura della tavola continuamente.  L’opera ha avuto grandissima influenza su autori e fumettisti, tra cui Chris Ware, autore di “Jimmy Corrigan” e “Building Stories”. 

Per portarla sugli schermi, Zemeckis ha fatto una scelta di regia tanto interessante quanto potenzialmente complicata: tenere la videocamera fissa in un punto, per tutto il tempo delle riprese. “La prospettiva non cambia mai, ma cambia tutto ciò che è intorno – ha detto il regista a Vanity Fair – Non è mai stato fatto prima. Penso sia un modo interessante per meditare sulla mortalità, sul tema universale che tutto è di passaggio”. Per questo motivo, la decisione di impiegare sistemi di de-invecchiamento digitali basati sull’intelligenza artificiale su Hanks e Wright, che nel film appaiono in un arco temporale che copre circa 80 anni delle loro vite. Nonostante per adesso il pubblico non si sia dimostrato entusiasta di fronte all’impiego di sistemi di IA per rendere gli attori più giovani, Zemeckis è sicuro della sua scelta perché è funzionale per la storia. Il regista è rinomato storicamente per il suo utilizzo di nuovi effetti speciali, in film come “Ritorno al futuro” (1985), “Chi ha incastrato Roger Rabbit?” (1988) o “The Polar Express” (2004) – e ovviamente “Forrest Gump”, con cui vinse 6 Oscar, tra cui proprio quello per gli effetti speciali. “Nella mia testa, sono solo un’estensione dell’illusione del cinema – diceva il regista a “Los Angeles Times” nel 1994, parlando degli effetti speciali nel film – nel futuro più vicino saranno comuni quanto un microfono su un set”.