La rivista (scritta a mano) che beffò i nazisti

Curt Bloch, ebreo tedesco nascosto nell’Olanda occupata, realizzò 95 numeri di “Unterwasser Cabaret“ con poesie e articoli di satira

La rivista (scritta a mano) che beffò  i nazisti
La rivista (scritta a mano) che beffò i nazisti

Un artista solo nascosto in soffitta sfida Hitler e l’orrore del III Reich. Per quasi due anni, dall’agosto del 1943 alla sconfitta della Germania nazista alla fine di aprile del ´’45, l’ebreo tedesco Curt Bloch ha scritto e illustrato una pubblicazione in una sola copia, che intitolò Unterwasser Cabaret, un graffiante spettacoloso “Giornale satirico sott’acqua“, 95 numeri che verranno esposti allo Judisches Museum di Berlino (dal 9 febbraio fino al 26 maggio).

"È un artista straordinario – dice Aubrey Pomerance, il curatore della mostra – un poeta e autore di collage dalla dirompente forza politica, rimasto finora sconosciuto. Molti hanno scritto in clandestinità, ma le loro memorie sono andate distrutte, durante la guerra, o non comprese dagli eredi, e buttate via". Fuggito dalla Germania appena in tempo, Bloch si rifugiò a Enschede in Olanda, a pochi chilometri dal confine tedesco. E rimase nascosto come Anne Frank, ma non fu tradito come l’adolescente ebrea, benché nel piccolo centro la sua presenza fosse più difficile da tenere segreta.

Curt aveva molti amici che lo aiutavano portando cibo e bevande, acquavite e birra, doni generosi mentre il paese soffriva la fame. Ma anche un dono prezioso: giornali, riviste, libri e carta per i suoi quaderni dal formato ridotto. E molti collaboravano con quel giovane ebreo di talento, con articoli e disegni. Bloch scriveva a mano in tedesco e in olandese, rinchiuso in uno spazio ristretto illuminato da una sola piccola finestra.

Aiutato dai collaboratori, la sua rivista riporta la storia di quei due anni fatali. Nel ’43, gli alleati sono già sbarcati in Sicilia, ma la vittoria non è ancora certa, e i nazisti continuano a dare la caccia agli ebrei per sterminarli a Auschwitz. Anna Frank viene scoperta a Amsterdam il 4 agosto del 1944, due mesi dopo lo sbarco in Normandia, e morirà a Bergen Belsen nel febbraio o marzo del ’45. Ogni giorno potrebbe essere la fine per Curt, "ma non ci pensavo – racconterà alla figlia – Ero sicuro che io avrei vinto, perché la poesia non può venire uccisa. La mia arte è dinamite".

Durante l’occupazione nazista furono circa diecimila gli ebrei che riuscirono a nascondersi, spesso passando da un rifugio all’altro, ma 104mila furono scoperti e deportati nei Lager. Pochi sopravvissero.

Bloch aveva 22 anni quando Hitler giunse al potere nel 1933, riuscì a fuggire all’Aja, dove lavorò per un importatore di tappeti persiani, infine fu trasferito a Enschede, e quando l’Olanda fu occupata, venne protetto da un’organizzazione antinazista, che lo nascose in casa del becchino Bertus Menneken, una modesta costruzione a due piani in mattoni rossi, insieme con una coppia di giovani ebrei.

Bloch per la sua rivista scrive commenti politici, ritaglia le foto di giornali per creare collage, scrive poesie satiriche su Hitler, Göring, Goebbels, il ministro della propaganda nazista, e non risparmia Mussolini. Se vuoi capire Goebbels leggi storto quel che ha scritto diritto, leggilo capovolto, consiglia in versi. Molte delle poesie, sue e degli amici olandesi, sono chiaramente testi di canzoni, e al museo ebraico potranno essere ascoltate accompagnate da musiche del tempo.

Nel ’45, Bloch emigrò negli Stati Uniti, portando con sé i preziosi quaderni, ma non continuò a scrivere e a creare. Divenne avvocato, la moglie Simone non si interessava ai suoi scritti, non sapeva neanche il tedesco. Fu la nipote Lucy a scoprire i quaderni del nonno, e ha cercato di renderli noti. Il Cabaret sott´acqua, o sommerso, è stato pubblicato in Olanda in volume a cura di Gerald Groeneweld, con il titolo The Underwater Cabaret - The Satirical Resistance of Curt Bloch, e sicuramente verrà tradotto in più di una lingua superando le difficoltà di rendere i giochi di parole, in tedesco e in olandese, magari spiegandoli in note a piè di pagina.

E i 95 numeri sopravvissuti alla guerra, dopo quasi ottant´anni verrano trasformati in uno spettacolo. Il Cabaret di Bloch finirà su un palcoscenico; il suo autore non lo aveva mai sperato.

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