"Io, poeta in viaggio alla ricerca del Sacro"

Davide Rondoni firma il docu “Sacritalia“: "Segni antichi e nuovi: dalle danzatrici sibilline, ai disegni di Pazienza, agli ex voto nel traffico di Roma"

"Io, poeta in viaggio alla ricerca del Sacro"
"Io, poeta in viaggio alla ricerca del Sacro"

Sacritalia è un misterioso regalo, un viaggio alla ricerca di quel che non si consuma nella vita. Racconto il sacro contemporaneo attraverso segni scritte tatuaggi luoghi e incontri di ogni genere. Perché il cuore ha fame di ciò che merita tremore e timore. Di cose grandi, in ogni tempo. Fare Sacritalia è stata una bella follia. E si deve al fatto che c’è un po’ di gente in giro capace di rischiare. Uno di questi, non a caso romagnolo come me, è Fabrizio Zappi, direttore di RaiDocumentari che ha apprezzato una idea a cui altri dicevano “sì sì“ ma con il vuoto negli occhi. Di gente che ha il vuoto negli occhi perché non ama più nulla che non se stessi ne abbiamo piene le orbite. E allora facciamo cose strane, scriviamo poesie, facciamo documentari pazzi. O forse pieni di vere ragioni. Perché che il senso del sacro sia l’unica risorsa che abbiamo in questo malandato mondo mi pare evidente, essendo in crisi tutti i simulacri di cose “importanti“ per il cosiddetto uomo borghese moderno: la democrazia, la reputazione, il sesso, l’equilibrio mentale presunto...

E così l’Italia, ponte romano barbaro e cristiano tra Oriente e Occidente, si mostra piena dei segni del sacro, antichi e nuovi, per fare radice alle speranze. Da San Michele alle danzatrici sibilline, dai disegni di Andrea Pazienza della sua Madonna nera ai neri che pregano nelle baracche di san Severo, dai mandorli fioriti alla pieve di Romena per chi ha perso un figlio, fino ai nuovissimi ex voto in un incrocio trafficato di Roma. Sempre l’uomo cerca il sacro. Da quasi un secolo lo dicono i grandi poeti come Eliot, Ungaretti, Dylan Thomas, Luzi, Pasolini, o scrittori come Flannery O’Connor, McCarthy e geni del pensiero come Eliade, Giussani, Balthasar: solo il sacro ci salverà dal soffocante consumo del gremito, e i segni del sacro ci faranno spravvivere al dominio dei marchi. Ma pochi ascoltano davvero i poeti e i geni, li si tratta spesso come frasette sentimentali. Tale mancaza di ascolto la stiamo pagando. Se nulla è sacro, tutto è in vendita, compreso la vita. E mercanti di ogni genere ci divorano. Non una ideologia materialista si può opporre al consumo, e nemmeno una ideologia spiritualista. Occorre una esperienza del sacro, del senso religioso. Per questo ho alzato la mia “povera voce“, sfidando la tv a mostrare il sacro contemporaneo, in testacoda col sacro di sempre, in un viaggio visionario e ritmico.

Un altro tipo strano è di certo il regista. Uno sbucato dal cuore umbro d’Italia, conoscitore d’arte e musica e aggeggi elettronici per fare riprese al top. Senza il mago Francesco Castellani Sacritalia non ci sarebbe. E poi i personaggi e le figure incontrate, varie e speciali. Una infilata di gente interessante, dalla Sibilla Giuditta Sin ai serpari giovani e meno giovani di Cucullo, da musicanti come Sparagna e RioneJunno a giullari come Riondino, da poeti come Flaminia Colella, Enrico Fraccacreta a uomini di fede come Gigi Verdi e poi esorcisti sorridenti, cooperatori e contadini musulmani. Fino a lei, quella figura misteriosa che mi invita al viaggio lasciandomi un braccialetto con un’ala. Sacritalia è un grido, una festa. Con un linguaggio televisivo e musicale attento a informare e evocare, un racconto diverso di quel che già abbiamo sotto gli occhi. E nel cuore.

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