Martedì 16 Aprile 2024

Il ritorno di Sabrina Ferilli: "Salvata dai miei no"

Nella fiction ‘Gloria’ su Raiuno interpreta un’attrice che approfitta della tv del dolore. "Ma io non sono così, ho evitato il contagio"

Roma, 14 febbraio 2024 – Mancava da una fiction Rai da oltre dieci anni. Ora Sabrina Ferilli torna su Raiuno con una serie in cui sfoggia tutto il suo fascino, il suo talento e la sua ironia. È la protagonista di Gloria, un po’ Viale del tramonto un po’ Eva contro Eva, ma al tempo dei social e della tv del dolore.

Il suo personaggio, Gloria Grandi, è una diva che dice basta alla tv e alle fiction, convinta che l’attendano ruoli importanti nel grande cinema. Ma nessun regista la chiama e allora, disposta a tutto per ritrovare il successo, inventa, audace e scorretta, una lacrimevole storia. Tratta da un soggetto di Roberto Proia, ‘Gloria’, regia di Fausto Brizzi, andrà in prima serata su Raiuno, il 19, 26 e 27 febbraio. Accanto a Sabrina Ferilli, Massimo Ghini, Emanuela Grimalda, Sergio Assisi.

Sabrina Ferilli è 'Gloria' nella nuova fiction Rai
Sabrina Ferilli è 'Gloria' nella nuova fiction Rai

Sabrina Ferilli, chi è Gloria Grandi?

"È un personaggio diverso da quelli che ho sempre raccontato, vicino forse soltanto a quello, molta sopra le righe, del film di Paolo Virzì Tutta la vita davanti. Gloria è tante cose e quindi c’è un aspetto che anche mi riguarda, quello di un’attrice famosa, non più giovanissima, che deve competere con il mondo di oggi, dove non contano il merito e l’esperienza e dove è più facile andare in televisione se si è disposti a parlare di malattie, separazioni, lutti, piuttosto che del proprio lavoro. Così decide, da donna caparbia e un po’ carogna qual è, di riprendersi quello che le è stato tolto, sfruttando proprio queste mode. E funzionerà".

Ha conosciuto qualche ‘Gloria’?

"Di Glorie ce ne sono perché questo è un mestiere che mette a repentaglio la percezione delle cose e di noi stessi. Se non hai radici molto forti e non sei ben piantata a terra, rischi. Tant’è che la maggior parte degli ultimi divi, che sono quelli americani, hanno problemi con droghe e alcol. E ho conosciuto anche tantissimi uomini che sono ‘Gloria’. E anche medici e musicisti. È un’attitudine caratteriale infelice ma comune a tanti. E quindi sì, di ‘Glorie’ ne ho conosciute e anche evitate, per paura di essere contagiata".

Gloria deve fare i conti anche con l’età che avanza, cosa che penalizza molto di più le donne che gli uomini. O no?

"La situazione un po’ è cambiata e vedo tanti film interpretati anche da attrici sessantenni e settantenni, alcune anche vincitrici di Oscar. Ma è cambiata da pochissimo e ci vorrà tempo prima che cambi veramente".

Gloria lascia la fiction perché vuole tornare al cinema. Ma ancora le serie sono considerate di serie B rispetto al cinema?

"Io ho fatto sempre un po’ tutto e devo molto alla televisione. Dire che serie come Commesse o come Almost America, siano meno di un film, sarebbe una bestemmia. Quel livello narrativo è molto più alto della maggior parte dei film che si vedono al cinema".

Negli ultimi tempi molte attrici hanno debuttato nella regia. A lei piacerebbe dirigere un film?

"No, non fa per me, non sarei all’altezza".

È stata a Sanremo a presentare Gloria. Ora che si è aperta la successione ad Amadeus, accetterebbe di condurre il Festival?

"No, non sarei capace. A ognuno il suo mestiere. Condurre Sanremo è una cosa enorme e non so chi sarà quel pazzo che lo farà il prossimo anno".

Ha detto molti ‘no’ in carriera?

"Tutte le volte in cui mi hanno proposto un personaggio in cui avrei dovuto ricordare la Magnani, la grande attrice a cui venivo paragonata all’inizio della mia carriera: era un gioco, un cliché che in quella fase aiutava a capire e a raccontare chi fossi, ma dopo ho evitato possibili accostamenti".

Nessun rimpianto per i ‘no’ detti?

"Nessun rimpianto per i ‘no’, alcuni dei quali mi hanno salvato la vita. Semmai per qualche ‘sì’".

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