Mercoledì 17 Luglio 2024
Loredana Del Ninno
Magazine

Il fascino degli idealisti

Elisabetta Sgarbi, anima de ’La Milanesiana’. La rassegna culturale compie 25 anni. Tema del 2024 la timidezza (e i suoi contrari)

Il fascino degli idealisti

Il fascino degli idealisti

Un’edizione straordinaria che attraversa 26 città, miscelando musica, letteratura, cinema, scienza, arte, filosofia, teatro, diritto, economia, sport e fumetto. La Milanesiana – rassegna culturale ideata e diretta da Elisabetta Sgarbi – festeggia il suo quarto di secolo con oltre 70 appuntamenti, più 200 ospiti da quattordici Paesi e dodici mostre. Il filo conduttore scelto per il 25esimo anniversario è la timidezza (e i suoi contrari). Tra gli interventi in calendario, le voci di chi racconta la tragedia della guerra, come la scrittrice palestinese Adania Shibli, il 31 luglio a Milano, e il filosofo francese Bernard-Henri Lévy, protagonista dell’incontro che chiude la mega manifestazione itinerante, il 9 agosto a St. Moritz.

Signora Sgarbi, la timidezza, un pregio o un difetto?

"Non credo esistano pregi o difetti in assoluto. Esistono qualità con cui fare i conti, con cui convivere, da elaborare continuamente".

Cosa l’ha spinta a dedicare proprio alla timidezza un’edizione particolarmente importante de ’La Milanesiana’?

"Difficilmente sono io a scegliere i temi della rassegna, in genere mi vengono suggeriti. Un tempo a farlo era Umberto Eco. Stavolta è stato mio fratello Vittorio con un messaggio notturno che diceva testualmente “perché non dedichi una Milanesiana alla timidezza?”. Messaggio seguito da un elenco di poeti che hanno trattato l’argomento, da me molto amati. Credo poi che abbia inciso anche la mia di timidezza".

La sua creatura è giunta al 25esimo appuntamento. Come è nata l’idea della manifestazione?

"Da una proposta di Ombretta Colli, allora presidente della Provincia di Milano, e dall’assessore Cesare Cadeo, che mi chiesero – considerati i miei molteplici interessi – di fare qualcosa per l’estate a Milano. Il mio nome – sospetto – fosse stato fatto loro da Franco Battiato. Pensavo sarebbe durata una sola stagione, invece siamo ancora qui a festeggiare".

Tra i compagni della sua avventura editoriale con La nave di Teseo c’era Umberto Eco. Che ricordo ha di lui?

"Umberto era un uomo di un’ intelligenza straordinaria, dalla cultura onniavvolgente e dalla curiosità infinita. Severo, divertito dalla vita e anche divertente".

Editrice, regista, autrice, lei promuove eventi culturali e musicali, è un’appassionata d’arte oltre ad avere una laurea in farmacia nel cassetto. A quale di questi mondi non potrebbe mai rinunciare?

"A nessuno, ho fatto tanta fatica a tenerli tutti in piedi e non vedo proprio perché dovrei rinunciarvi".

Il romanzo che porta dentro?

"Il prossimo che pubblicherò, che ora è dentro di me e che poi diventerà di molti".

Che rapporto ha con suo fratello?

"Ci unisce un legame profondissimo di cui sono estremamente gelosa e per cui sono molto grata ai miei genitori".

Qual è la sua famiglia oggi? Posso chiederle se ha un compagno?

"È da poco entrata a Ro Ferrarese una gattina bellissima, si chiama Silvestrina. Comunque un compagno c’è".

La sua vita si snoda tra Ferrara e Milano. A quale città si sente più legata?

"Non riuscirei a non tornare a Ferrara, non riuscirei a pensarmi senza Milano. A Ferrara sono nata, a Milano sono diventata adulta".

Progetti futuri?

"Sto lavorando a un nuovo film ispirato al libro di Scerbanenco ‘L’isola degli idealisti’. Racconta di progetti che falliscono e proprio per questo vanno perseguiti. Io amo gli idealisti".