Giovedì 11 Aprile 2024

Il cristianesimo ha voltato pagina. La crisi non spaventa il cardinale

Il cardinale Jozef De Kesel invita i cristiani a guardare al futuro senza nostalgia, accettando la secolarizzazione come opportunità per vivere l'essenza della Chiesa in modo empatico e umile, lontano dal conformismo sociologico del passato. La fede oggi si basa sulla libera scelta e sull'attrattività, non più sull'adesione automatica.

Ci sono libri da tenere lontano dal comodino di nostalgici e disfattisti. Uno di questi è Cristiani in un mondo che non lo è +, scritto dal cardinale Jozef De Kesel. Settantasei anni, l’arcivescovo emerito di Bruxelles prende le distanze da chi nella Chiesa non si rassegna al passaggio epocale in Occidente da una società religiosa, in cui la fede condizionava ogni rapporto sociale, a una secolarizzata. "La fine di quel mondo cristiano – rassicura il porporato belga – non significa la fine del cristianesimo, ma la fine di una sua forma storica".

Se accantona qualsiasi progetto culturale di riconquista del mondo alla fede, De Kesel non nega la crisi del cristianesimo, ma ne coglie un’occasione (kairos) per tornare all’essenza della Chiesa sacramentum mundi, segno dell’amore di Dio per gli uomini. Nella direttrice della missione, non del proselitismo, dell’evangelizzazione al mondo e non della sua cristianizzazione. Sfruttando il racconto biblico dell’uscita d’Israele dalla Terra dei faraoni, per i cristiani oggi si tratta di vivere l’esodo della modernità, resistendo alla tentazione di tornare in Egitto, "quando eravamo seduti presso la pentola della carne, mangiando pane a sazietà" (Es 16,3).

Onori, privilegi, chiese stracolme, in futuro per i cristiani a fare la differenza sarà altro: l’empatia e l’umiltà (come quelle dei monaci martiri di Tibhirine), unite alla capacità attrattiva in un contesto nel quale è sempre più la libera scelta a renderci cristiani, a differenza del passato, quando la fede spesso era condizionata da un certo "conformismo sociologico". "Fiunt, non nascuntur christiani", è la lezione di Tertulliano ripresa da De Kesel. Anche i nostalgici di Benedetto Croce per il quale, riferendosi all’identità storica e culturale dell’Italia, "non possiamo non dirci cristiani", possono mettersi in ascolto. Sul comodino il posto per un libro si trova sempre.

Giovanni Panettiere

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