Ho visto lui che si specchia in lei: è Gucci

L’attesissimo debutto della collezione maschile di Sabato De Sarno è un successo. "All’insegna della gioia", e dell’amore senza limiti

Gucci e gli "specchi": la sfilata uomo 2024/25
Gucci e gli "specchi": la sfilata uomo 2024/25

Milano, 13 gennaio 2024 – Un gioco di specchi, un inno alla gioia di vivere, e allora la storia diventa di sentimenti, di semplicità pura, di un fascino un po’ irriverente, di emozioni forti come quelle che si provano nell’anima e nel cuore quando si rientra all’alba da una festa. È la nuova narrazione di Gucci secondo il direttore creativo Sabato De Sarno al suo debutto ieri, in una scarna e immensa Fonderia Carlo Macchi a Milano, con la collezione maschile dell’inverno 2024-2025 che ha subito convinto e conquistato per la maestria e la conoscenza che Sabato ha dell’abbigliamento maschile e delle tecniche per esaltarlo in modo contemporaneo, pur rimanendo nel solco della immensa tradizione artigianale d’arte del marchio fiorentino delle due G nel portafoglio del Gruppo Kering di Francois-Henri Pinault.

Il potente imprenditore a capo del secondo impero del lusso mondiale ha applaudito con soddisfazione il defilè seduto accanto a Francesca Bellettini, presidente e Ceo di Saint Laurent e debuty Ceo del Gruppo Kering, e al presidente di Gucci Jean- Francois Palus. Poco più in là nel buio della sala ecco Pietro Castellitto e Lorenzo Zuzzolo, con Tananai e Mahmood.

“Mirroring“, giocare specchiandosi nella prima collezione donna che ha sfilato a settembre scorso sempre a Milano, con l’uomo che si specchia nella donna e viceversa, ognuno con accessori icona dedicati, linee ampie o sinuose, spacchi esaltanti, lunghezze forti, la preziosità della pelle esaltata dalle forme, i mocassini che non hanno più il plateau come per lei ma una suola di gomma ad alto impatto per esploratori da città.

Forte il senso del colore per questo uomo Gucci che spazia tra formale sartoriale e vicino al corpo con giacche a un petto e mezzo e lunghi cappotti con spacchi laterali a tutta libertà. Tanta pelle in tutta la collezione e davvero sontuosa e spesso over, giacconi anche imbottiti, bordò, il nuovo Rosso. Ancora tanto bello quanto intrigante, verde edera, marrone, jeans borchiati di cristallo, poche camicie ma languide e di seta, una cravatta lunghissima quasi fino a terra portata a petto nudo.

Un uomo che osa ma non lo dà quasi a vedere, con una precisa liturgia di eleganza anche la sera in nero notte e bagliori seducenti. Maglieria abbagliante con il pullover blu college e il collo doppiato di paillettes argento, la felpa grigia più classica e rassicurante senza loghi, disegni, sorprese. Un uomo Gucci, ma anche un ragazzo, che ama essere rassicurante e posato, mai esibizionista o vanesio. E se lo è, lo è a modo suo, in totale libertà. Però mai noioso. E questa sembra essere la ricetta di Sabato De Sarno che ora deve costruire la sua immagine e la sua filosofia della griffe secondo la sua anima e la sua poesia. Punta di diamante dello show le borse Jackie che per la donna si erano come rimpicciolite e qui sono grandi e convincenti, senza mai esagerare spesso in colore en pendant con l’abito. Ne venderanno a pacchi. Non manca una punta di eccesso con una canotta scollata e glitterata e il modello a petto nudo ma coi pantaloni sartoriali rilassati e la cravatta lunga portata come fosse un gioiello.

L’attesa per questo ritorno di Gucci a Milano Fashion Week era tanta come il desiderio di fare un passo avanti dopo tante sorprese e un po’ forzate verità. Missione compiuta, l’uomo Gucci si specchia come Narciso nello stile senza tempo eppure proiettato della maison fondata nel 1921, con una autenticità che subito conquista. E ci voleva proprio questa boccata di speranza in questo inizio anno 2024. Adesso Sabato De Sarno ci ha detto la sua, felicemente: "È una gioia che nasce dalla gioia di vivere – scrive nella sua lettera di sfilata Sabato De Sarno che si firma solo col nome di battesimo – una storia di famiglia, di baci, tanti e tanti baci. È la storia di tutto, ancora, un tutto che stavolta si manifesta attraverso la gioia". E dal buio dello spazio nel finale esplode come un colpo al cuore la voce di Mina che canta Ancora che ci ricorda che l’amore non ha limiti.

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