Mercoledì 22 Maggio 2024

Giulia Innocenzi, chi è la regista di ‘Food for profit’

L’ultimo progetto realizzato dalla giornalista è un documentario che parla di allevamenti intensivi

Giulia Innocenzi

Giulia Innocenzi

Giulia Innocenzi è una giornalista e conduttrice televisiva. Recentemente ha scritto e diretto, insieme a Pablo D’Ambrosi, il documentario ‘Food for profit’ dove vengono mostrati e raccontati i legami tra l'industria della carne, le lobby e il potere politico. Inoltre, fulcro dell’argomento e del tema, sono anche i miliardi di euro di fondi pubblici che l’Europa ha destinato – e continua a dare – agli allevamenti intensivi. Proprio lì, gli animali vengono maltrattati, con un ambiente sempre più inquinato e un rischio ancora maggiore per rischiose future pandemie mondiali.  

Chi è Giulia Innocenzi

Giulia Innocenzi è nata a Rimini il 13 febbraio 1984. Il padre è un imprenditore operatore turistico con diversi alberghi di proprietà. Dopo aver frequentato il liceo scientifico della sua città, decide di spostarsi a Roma dove si laurea in scienze politiche. Nell’anno 2007 lavora presso il Parlamento europeo a Bruxelles e nell'Associazione Luca Coscioni. L’anno dopo decide di candidarsi come segretaria dei Giovani Democratici, diventando poi membro di giunta dei Radicali italiani. Nei mesi a seguire, collabora nel programma “Annozero”, occupandosi dei più giovani nello spazio “Generazione Zero”. Continua la collaborazione iniziata con Michele Santoro grazie a “Servizio pubblico”, andato in onda su La7 per 4 anni, dal 2011 al 2015. Nel frattempo continua a gestire un suo blog e ad essere una firma per Il Fatto Quotidiano. Viene pubblicato nel 2011 il suo primo libro, “Meglio fottere (che farsi comandare da questi)”. L’anno successivo cura e dà alla luce il suo libro-intervista a Margherita Hack intitolato “La stella più lontana”. A partire dal mese di maggio del 2014 conduce, su La7, in prima serata, il programma “Announo”, ideato e diretto dalla Zerostudio's di Michele Santoro. Sono andate in onda tre edizioni del programma, partito con un’ottima media di share, intorno al 7.55%. Nel 2016 esce la sua nuova opera, Tritacarne, incentrato sul tema di denuncia sugli allevamenti intensivi in Italia. L’anno seguente è il momento di ‘VacciNazione. Oltre ignoranza e pregiudizi, tutto quello che davvero non sappiamo sui vaccini in Italia’. A marzo 2017 torna in tv, in seconda serata su Rai 2, con il programma “Animali come noi”, in onda per 6 puntate. Ha collaborato anche per il programma storico di Italia 1, “Le iene”, e per “Report”, su Rai 3, negli anni 2022/2023.

“Food for profit”, l’inchiesta diventata un caso cinematografico e televisivo

Come già anticipato, Giulia Innocenzi, ha recentemente scritto e diretto il documentario ‘Food for profit’, insieme a Pablo D’Ambrosi. E la pellicola è diventata in poco tempo un successo, attirando attenzioni e aprendo diverse discussioni intorno ai temi e agli argomenti trattati.

Anche in una recente puntata di Report, andata in onda domenica 5 maggio 2024, Sigfrido Ranucci ha parlato del progetto, aprendo su questo tema l’appuntamento settimanale. Al centro dell’inchiesta ci sono anche i miliardi di euro che l’Europa destina agli allevamenti intensivi, accusati di maltrattare gli animali, con inquinamento dell’ambiente e anche possibile cause pericolose per future pandemie globali.

Il documentario di Giulia Innocenzi e Pablo D’Ambrosi è stato rilasciato nei cinema a fine febbraio scorso e ha avuto una produzione e distribuzione totalmente indipendenti. Proprio per le tematiche trattate, in pochi giorni è diventato un vero e proprio caso cinematografico. C’è stata l'anteprima al Parlamento europeo e non sono mancate presentazioni in diverse sedi istituzionali, dal Parlamento italiano ai Consigli regionali. Il racconto portato alla luce con “Food For Profit” ha dato il via ad un vero e proprio dibattito politico, attorno ai sussidi europei agli allevamenti intensivi. Inoltre, a Bruxelles, un lobbista è stato in grado di registrare e filmare i suoi incontri con gli eurodeputati. Aveva indosso una telecamera nascosta ed è riuscito ad entrare nel Parlamento europeo. Proprio con questo servizio in esclusiva, Report ha voluto mostrare questo viaggio in giro per l’Europa che non ha lasciato indifferenti il pubblico. Il documentario dura 1h e 30 e, sul sito ufficiale, appare una presentazione efficace: “387 miliardi di motivi per cui non vogliono che tu veda questo film”. Food For Profit racconta – attraverso anche immagini forti - l’orrore degli allevamenti intensivi e – testualmente dichiara - “la connivente protezione politica di cui godono, ma con una squadra di esperti internazionali affronta le principali problematiche legate a questo tipo di produzione industriale: inquinamento delle acque, sfruttamento dei migranti, perdita di biodiversità e antibiotico resistenza”. Le intenzioni del film sono evidenti e chiare e puntano a colpire e sensibilizzare l’opinione pubblica su quanto sta accadendo. E l’appello è preciso: “Dobbiamo fermare questo sistema corrotto se vogliamo salvare il pianeta. E noi stessi”. Inoltre, Giulia Innocenzi, è riuscita, negli ultimi tempi, anche ad entrare nell’allevamento grattacielo di maiali in Cina. Anche in questo caso, si è trattata di un’indagine sotto copertura e il clamore mediatico e sociale è stato elevatissimo, portando diverse testate internazionali ad occuparsi dell’argomento e di quanto emerso dall’inchiesta della giornalista. Non sono mancate le difficoltà legate alla genesi di questo progetto. La stessa Giulia Innocenzi ha raccontato, in numerose interviste, come sia stato complicato realizzarlo: “Nessuno ci ha voluto sostenere, a causa dei temi difficili che stiamo trattando — in effetti, ci sono già arrivate tante diffide e richieste da multinazionali di cambiare cose nel film. Così io e Pablo abbiamo creato una società di produzione, la Pueblo Unito, e ci siamo inventati un modello di distribuzione del basso e indipendente: abbiamo chiesto aiuto alle persone, chiedendo di aiutarci a organizzare proiezioni in cinema, ristoranti, scuole”. La risposta e l’interesse hanno sorpreso gli stessi autori del documentario che hanno sottolineato come siano state chieste diverse proiezioni della pellicola anche a livello internazionale. Un buon segno a dimostrare di come si stia alimentando sempre più attenzione e sensibilizzazione su questo argomento delicato e sofferto. “Food for profit” è uscito a febbraio 2024 e non è stata una scelta casuale come periodo di distribuzione. La giornalista, infatti, ha lanciato un appello: “Siamo di fronte a un momento opportuno, perché a giugno ci saranno le elezioni europee e noi vogliamo candidati e candidate che abbiano a cuore queste questioni e vogliamo sapere se loro vogliono o meno finanziare gli allevamenti intensivi, se hanno a cuore i diritti animali”.

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