Domenica 14 Aprile 2024

Giornata nazionale del gatto: il significato e perché si festeggia il 17 febbraio

In Italia ci sono oltre 10 milioni di gatti domestici, ecco cosa vuol dire adottare un quattrozampe

Giornata nazionale del gatto (17 febbraio) - Crediti: iStock

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Morbidi, affettuosi ma non troppo, furbi e intelligenti, affascinanti e sensuali: i gatti sono senza ombra di dubbio tra gli animali più amati dagli italiani, e non solo. Basti pensare che nel nostro Paese sono ben 10.228.000 i gatti domestici, secondo quanto rivelato da censimento realizzato da Fediaf (la Federazione europea dei produttori di cibo per gli animali domestici) a dicembre del 2023. Al di là delle carezze e dei croccantini, possiamo rendere omaggio ai nostri amici anche con una speciale Giornata Nazionale, fissata ogni anno il 17 febbraio. Vediamo insieme qualche curiosità in più nel merito della questione.  

La storia della Giornata Nazionale del Gatto

Proprio in Italia si è celebrata per la prima volta la Giornata Nazionale del Gatto, nell’ormai lontano 1990. A tre giorni di distanza dalla romantica festa di San Valentino, con questo evento tutti i proprietari di gatti hanno un'ulteriore opportunità per coccolare il loro piccolo grande compagno di vita. Chi ancora non ne ha uno, invece, può iniziare a valutare questa opzione. Ma perché è stata introdotta la Giornata Nazionale del Gatto e perché il 17 febbraio? Com’è nata? Tutto è legato, incredibile ma vero, ad un particolare referendum lanciato per i lettori della rivista Tuttogatto. Era stata nello specifico la giornalista Claudia Angeletti ad avere avuto per prima l'idea di dedicare un giorno speciale ai nostri piccoli felini. Angeletti aveva infatti deciso di lanciare un sondaggio tra i lettori della rivista per cui scriveva, con l’obiettivo di stabilire una data per questa celebrazione. Erano stati in tantissimi a partecipare a questo particolare referendum, suggerendo le loro date e dando motivazioni per le loro scelte. La data più convincente, quella per l’appunto del 17 febbraio, è risultata essere quella della signora Oriella Del Col.

Perché proprio il 17 febbraio?

La storia dietro a questa scelta è indubbiamente molto curiosa. La signora Del Col aveva fornito delle motivazioni molto solide e persuasive per supportare la sua idea, che avrebbero infine portato alla scelta del 17 febbraio come Giornata Nazionale del Gatto. Innanzitutto, la donna aveva pensato che segno zodiacale di febbraio è l’acquario, generalmente associato a spiriti liberi e a loro modo eccentrici, proprio come i gatti, noti per la loro passione nei confronti di una vita senza regole né limiti di sorta Parlando invece del numero 17, invece, è necessario ricordare come secondo la superstizione popolare esso sia storicamente associato all'idea di sfortuna, proprio come i gatti (quelli neri soprattutto) lo sono stati per lungo tempo. La cattiva reputazione del numero 17 deriva dall'anagramma del numero romano XVII, che è "VIXI" (ovvero "ho vissuto") che si può tradurre e interpretare anche come "sono morto". Tuttavia, questo principio sembra non valga per i gatti, che si dice possano vivere molte vite: quindi, in quest’assurda ottica, il 17 è diventato in qualche modo "1 vita per 7 volte". Indipendentemente da queste motivazioni, per molti versi bizzarre, il 17 febbraio è anche e soprattutto un'occasione preziosa per celebrare i nostri amici felini e fedeli compagni di vita e, in aggiunta, un'ottima opportunità per educare le persone sulla protezione e il rispetto dei gatti, ogni giorno.

I dati sull’abbandono dei gatti

Una giornata simile dovrebbe portarci a compiere una seria riflessione riguardo ai dati relativi al numero di animali abbandonati sulle strade dai nostri connazionali, ancora oggi fin troppo elevati. Secondo quanto riporta Animalisti.it, ogni anno in Italia, in media, vengono abbandonati 50.000 cani e 80.000 gatti, contribuendo così all'aumento della popolazione randagia, che conta circa 900.000 individui. L'80% di questi animali rischia di finire vittima di incidenti, di morire per mancanza di cure o di subire abusi. Nonostante negli ultimi anni si sia registrato un netto miglioramento nel controllo del fenomeno dei randagi, con una diminuzione della loro presenza sul territorio, i cani abbandonati in modo particolare continuano a contribuire alla popolazione dei senza dimora. In questo senso, è comunque importante ricordare che lo Stato italiano ha istituito un fondo per la protezione del benessere degli animali da compagnia e per combattere l'abbandono con la legge 14 agosto 1991 n. 281.

Cosa fare nel caso si trovasse un gatto randagio

Se doveste imbattervi in un gattino randagio, senza collare, abbandonato da un padrone senza scrupoli sul ciglio della strada, dovreste prima di tutto contattare immediatamente le autorità competenti. Se vi trovate in autostrada, è essenziale segnalare il caso alle forze dell'ordine, soprattutto alla polizia stradale, chiamando il numero di emergenza 112 e fornendo i dettagli dell'area in cui è avvenuto l’avvistamento: saranno le autorità a intervenire per proteggere il gatto lasciato dal suo ex proprietario. Nelle strade urbane, invece, sarà sempre necessario contattare il Comando della polizia municipale del Comune in cui si trova l'animale abbandonato. Se non conoscete il numero, potete chiamare direttamente il 113 per farvi trasferire all’ufficio competente. In alternativa, potete contattare il comando dei Carabinieri per la tutela dell'ambiente chiamando il numero verde 800 253 608.

I consigli per accudire il proprio gatto

Se ancora non ne aveste uno e parlando di felini vi foste a questo punto venuta voglia di occuparvi di un gattino tutto vostro, vale la pena ricordare qualche piccola ma importante accortezza per farlo vivere nel migliore ambiente possibile. Prima di tutto, è importante sottolineare che per una crescita ottimale questi animali dovrebbero rimanere al fianco della madre e dei loro fratellini per un periodo non inferiore alle 8 settimane: se separati troppo precocemente, infatti, i gatti potrebbero sviluppare un carattere più difficile. Una volta accolto nella nostra casa dovremmo avere l’accortezza di eliminare alcune piante tossiche, come i gigli, le edere e filodendri, che se rosicchiate o ingerite potrebbero causare all’animale gravi intossicazioni. Molto importante eliminare possibili nascondigli pericolosi dove il micio si potrebbe infilare senza più riuscire ad uscire o ferirsi; in generale, inoltre, può essere importante bloccare l’accesso alle finestre utilizzando delle apposite barriere o reti anti gatti. Per il resto, una volta arrivato in casa, sarà necessario farlo adattare all’ambiente senza stress eccessivi; alcuni gatti adorano farsi coccolare, altri sono più schivi, l’importante è dare loro il tempo di conoscere l’ambiente intorno e sentirsi al sicuro.

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