Sabato 22 Giugno 2024
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Giornata mondiale delle api (20 maggio): perché è importante questa ricorrenza

Questi insetti impollinatori sono fondamentali per il nostro ecosistema, ma forse non tutti conoscono il loro ruolo e perché siano così determinanti

Il 20 maggio si celebra la Giornata mondiale delle api (iStock Photo)

Il 20 maggio si celebra la Giornata mondiale delle api (iStock Photo)

Oggi più che mai le api sono in pericolo, è una certezza: ecco perché l’Onu festeggia ogni 20 maggio una giornata dedicata a questi insetti. Si tratta di animali la cui incolumità è attualmente messa a rischio dall’inquinamento atmosferico, e non solo. Prima agiamo, prima riusciremo a limitare i danni.

Quella a favore della salvaguardia delle api è una lotta che le Nazioni Unite portano avanti fin dal 20 dicembre 2017, data in cui per la prima volta è stata pubblicata una risoluzione nel merito della questione. L’obiettivo dell’organizzazione internazionale (e di tutta l’opinione pubblica mondiale) è riuscire a far sì che questo tipo di insetto impollinatore continui a svolgere indisturbato il suo ruolo cruciale nel mantenimento della biodiversità.  

Il ruolo delle api

Per quanto il loro pungiglione possa effettivamente spaventare alcuni (e il discorso vale in modo particolare per i soggetti allergici al loro veleno) le api sono di per sé degli insetti piuttosto pacifici, che tendono ad attaccare gli esseri umani solo nel momento in cui si dovessero sentire realmente in pericolo. La natura, d’altra parte, ha voluto che al momento della puntura metà del loro corpo rimanesse attaccato alle loro vittime, causandone così la morte: se un’ape ci punge, insomma, si tratta dell’ultima spiaggia possibile per l’animale, una extrema ratio. Ecco perché, contrariamente a quello che si potrebbe pensare, le api sono di per sé innocue e, invero, la loro salvaguardia è fondamentale per la sicurezza alimentare di milioni di persone.

Il motivo è legato al fatto che questi insetti, passando da un fiore all’altro, trasportano con sé il polline (il gamete vegetale maschile) sulla parte più esterna del gineceo (il gamete vegetale femminile) contribuendo così alla fecondazione e, di conseguenza, alla riproduzione della pianta.

In ogni caso, ridurre la protezione delle api ad una mera questione ambientale sarebbe quantomeno limitante. La posta in gioco è in effetti molto, molto più alta. La presenza di questi insetti, e il loro utilizzo in agricoltura, genera un giro di affari considerevole che non andrebbe sottovalutato: basti pensare che circa il 70% delle principali colture agrarie a livello globale, che ammontano a 115 specie, trae vantaggio dall’impollinazione animale. In Europa, l’80% delle 264 specie coltivate si basa sull'attività degli insetti impollinatori per la produzione. A livello mondiale, il valore economico della produzione agricola legata direttamente all'impollinazione animale è stimato tra 235 e 577 miliardi di dollari e inoltre, stando al Rapporto sullo Stato del Capitale Naturale in Italia, il servizio di impollinazione delle aree agricole italiane ha un valore economico stimato di circa 3 miliardi di euro all’anno. Cifre importanti, sulle quali è necessario fare delle serie riflessioni.

Il tema 2024

Quest’anno l’evento mondiale si focalizza in modo particolare su un target giovane: sono infatti proprio le nuove generazioni quelle che saranno in grado di cambiare le cose, invertendo una rotta climatica che in questi ultimi anni sta preoccupando attivisti e organizzazioni internazionali in giro per il globo.

La Giornata Mondiale delle Api 2024 si svolgerà dunque seguendo il motto "Bee engaged with Youth”, un tema che sottolinea l'importanza di coinvolgere i giovani nell'apicoltura e negli sforzi di conservazione degli impollinatori, riconoscendoli come i futuri custodi dell’ambiente.

Coinvolgendo i giovani in attività di apicoltura, iniziative educative e sforzi di sensibilizzazione, si auspica che una nuova generazione di leader ambientali possa finalmente riuscire ad avere un impatto positivo sul mondo e sul settore. Un nuovo approccio al tema potrebbe dunque passare attraverso la promozione di sistemi agricoli più diversificati che riducano la dipendenza da sostanze chimiche tossiche, facilitando così un’impollinazione il più naturale e biologica possibile.