Etico, green e genderless. A Pitti l’uomo moderno

di Eva Desiderio Un’atmosfera di ottimismo e di fiducia nel buon andamento del 2024 dall’edizione 105 di Pitti Uomo che si...

di Eva Desiderio

Un’atmosfera di ottimismo e di fiducia nel buon andamento del 2024 dall’edizione 105 di Pitti Uomo che si chiude oggi e passa la mano alla Milano Fashion Week con le sfilate e le presentazioni per l’inverno 24-25 organizzate da Camera Nazionale della Moda Italiana guidata da Carlo Capasa. A Firenze negli 832 stand (di cui il 46% stranieri) si sono viste per l’inverno dell’anno che verrà collezioni bellissime, molte alte di gamma come quella di Stefano Ricci col lancio di Alpha Yarn, sia di abiti che di accessori al top come si è visto nello stand affollatisissimo di Brunello Cucinelli, per puntare a un nuovo uomo che ricerca una eleganza più sobria, più semplice ma di grande sostanza nelle lavorazioni e nell’impegno verso una moda sostenibile ed etica. Forse meno prodotti, così come hanno dichiarato parlando delle varie collezioni molti imprenditori e alcuni stilisti, per venire incontro a una ritrovata concretezza, ad uno stile più intimo e personale, fatto di piccoli dettagli che si trasformano in complici segreti (il pantalone o esile o over, la giacca perfetta), le fodere che da sole dettano la linea, i bottoni protagonisti di una carica di unicità vanesia.

Rende omaggio a Firenze, la città dove tutto è cominciato negli anni Settanta con la grinta gioiosa di Wanny di Filippo, ’Il Bisonte’ marchio di proprietà della giapponese Look Holdings Inc. che usa da sempre la pelle naturale conciata al vegetale. Cocktail a palazzo Corsini dove c’è lo show room, insieme a ’Firenze Magazine’, per ammirare le proposte al maschile della linea Duccio, zaino-borsa-tracolla e un marsupio crossbody di gusto urban. Sono in tinte delicate, dal celeste al giallino e al rosa, i cappelli di feltro da uomo o donna del brand pugliese Doria 1905 ideati e distribuiti dai fratelli Alessandro e Giovanni Galli che vantano una preziosa esperienza di famiglia. Molto utili perché piegabili e da tenere di tasca i berretti di lana di pura pecora italiana.

Sfilata riuscita per un prodotto azzeccato con Canadian con il tocco creativo sapiente di Mauro Taliani che può contare sull’energia di Simone Ponziani presidente e proprietario di Artscraft International Spa di Firenze. Tanto velluto, bellissimo anche in bianco prezioso, in prugna e grigio perla, da Brunello Cucinelli che ha nominato capo dell’ufficio stile per l’uomo Alessio Piastrelli.

The Modernist è il mood di Todd Sneyder che ha lanciato in passerella anche 31 pezzi con la capsule per Woolrich; intensa la sfilata del guest designer – insieme a Steven Stokey-Daley – Luca Magliano, re della maglieria over e esclusiva nelle lavorazioni, che fa del genderless un messaggio ’politico’ e veste i giovani modelli anche in doppiopetto di antico fascino. Un successo annunciato anche perché la Kiton di Antonio De Matteis gli ha messo a disposizione la sartoria napoletana per due completi da sera.

Piacerà a tutte le età la capsule di Barbour con Baracuta, due marchi di WP Lavori in Corso di Cristina Calori, meraviglia l’interpretazione artistica delle felpe di KNT _ Kiton coi disegni di Omar Hassan. Da Tombolini la sahariana d’inverno tutta impunturata a mano è verde salvia e la felpa è lussuosa perché in cotone e cashmere, orgoglio per l’imprenditore stilista Silvio Calvigioni Tombolini che ricorda il nonno Eugenio Tombolini scrivendo dentro ogni giacca ’il futuro ha radici antiche’. Da Cruciani la maglieria è meravigliosa e guarda, insieme allo shearling, alle piste innevate di St. Moritz. Per John Richemont lo stile grintoso del creativo inglese si stempera nelle tute panna e nella maglieria con lana riciclata.

è arrivato su WhatsApp

Per ricevere le notizie selezionate dalla redazione in modo semplice e sicuro