Sabato 25 Maggio 2024
GIOVANNI BOGANI
Magazine

Ennio Doris, il banchiere gentile. Il volto di Ghini: "Una storia pulita"

Il film "C'è anche domani" racconta la vita di Ennio Doris, fondatore di Mediolanum, e la sua generosità nel salvare i risparmiatori durante il crollo di Lehman Brothers. Massimo Ghini interpreta il banchiere con rispetto e onestà, sottolineando la sua integrità e umiltà. Un ritratto sincero di un uomo perbene.

Ennio Doris, il banchiere gentile. Il volto di Ghini: "Una storia pulita"

Ennio Doris, il banchiere gentile. Il volto di Ghini: "Una storia pulita"

Sarà in sala per tre giorni, come evento speciale, oggi, domani e mercoledì Ennio Doris – C’è anche domani, il film che ripercorre la vita del banchiere fondatore di Mediolanum, insieme a Silvio Berlusconi. In autunno, sarà trasmesso su Canale 5. Sgombriamo subito il campo da un equivoco: il sottotitolo, C’è anche domani, non è un ammiccamento al più grande successo del cinema italiano degli ultimi anni, ma il titolo del libro autobiografico che Doris pubblicò nel 2014, ovvero dieci anni fa, e al quale il film si ispira. Non è, insomma, una piccola furbata commerciale, per un film che – al contrario – racconta un personaggio che disdegna la furbizia, e onora la lealtà. Tanto da pagare di persona, pur di tener fede al patto di fiducia con i propri correntisti.

È la scena con cui si apre il film, il giorno del crollo di Lehman Brothers, il 15 settembre 2008. In quel giorno il banchiere, interpretato da Massimo Ghini (nella foto), compie una scelta audace, controcorrente. Decide di rimborsare di tasca propria undicimila clienti che hanno acquistato titoli Lehman tramite prodotti finanziari della sua banca, e che hanno perso tutto. Un “ombrello“ di 120 milioni di euro, tirati fuori dal conto di famiglia. Un “banchiere gentile“, che non rinnega le sue umili origini, anzi ne fa un punto di forza, per sentirsi più vicino alla sua base di piccoli risparmiatori, di persone perbene che affidano a lui i risparmi di una vita? È questo il senso del film diretto da Giacomo Campiotti, allievo di un regista etico e spirituale come Ermanno Olmi. Certo, far combaciare l’immagine di una banca, il cui principio è comunque il profitto, e quella di un uomo generoso e “buono“ è impresa delicata.

Ghini, come si è accostato al personaggio di Ennio Doris?

"Quando mi hanno proposto di interpretare Ennio Doris ho pensato: ‘chi?’ Prima di accettare, ho letto il suo libro. E ho scoperto la storia di una persona perbene. Nel film non c’è nulla di forzato, o di inventato. È davvero quella storia lì: la storia di un contadino veneto, che studia di notte e si conquista il diploma da ragioniere. E poi, nel 2008, tira fuori di tasca sua 120 milioni di euro e salva la vita a undicimila persone".

Lei è sempre stato uomo di sinistra. Come è arrivato a interpretare un banchiere amico di Silvio Berlusconi?

"Perché no? Ennio Doris per tutta la vita è stato una persona perbene, non è stato coinvolto in scandali, processi, accuse. Ho incontrato la sua famiglia, ho parlato con la moglie Lina, sono andato nella sede di Mediolanum. Ho trovato tanti ragazzi, un clima bellissimo".

Sembra una favola…

"E finalmente! Finalmente raccontiamo una storia pulita. Dopo aver raccontato per anni le vele di Scampia, i delinquenti, le lotte per il controllo del traffico di droga. Per una volta raccontiamo una storia buona. Vogliamo sempre vedere solo il peggio, ragazzi con il mitra in mano. Per una volta raccontiamo una persona perbene. Come Enrico Mattei: un altro rivoluzionario, che ha fatto impresa, ma preoccupandosi degli altri, costruendo villaggi, case e scuole".

Il film di Giacomo Campiotti scandisce le tappe dell’ascesa del giovane Ennio partendo dal 1950, dalla dignitosa modestia delle sue origini contadine. E lo fa con una certa grazia, non sfuggendo del tutto alle trappole della agiografia, ma tutto sommato con onestà, e con misura.

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