Domenica 16 Giugno 2024
GIOVANNI BOGANI
Magazine

Danzando sul red carpet. Keoghan, emozioni estreme con il divo di Saltburn

L’attore irlandese protagonista del film in concorso “Bird“. Diretto da Andrea Arnold, è un padre costantemente sull’orlo dell’abisso.

Danzando sul red carpet. Keoghan, emozioni estreme con il divo di Saltburn

Danzando sul red carpet. Keoghan, emozioni estreme con il divo di Saltburn

Sette minuti di standing ovation, a Cannes, per Bird e per i suoi protagonisti, alcuni dei quali troppo giovani per entrare in sala – ammessi però al red carpet. Perché Bird è un film che parla soprattutto di adolescenti. Di padri troppo giovani, di figlie costrette a fare da madri alle sorelline, figlie smarrite e toste, costrette a inventarsi un modo per vivere, per sopravvivere. Passato ieri inconcorso, è un film tumultuoso, realistico e crudo come un film di Ken Loach, si aggira fra case abusive, vite povere e violente, all’estremo limite del disastro. Ed è anche un film poetico, prepotentemente surreale, come Birdman di Iñárritu. Scritto e diretto da Andrea Arnold, regista amatissima a Cannes, dove ha vinto tre volte il Premio della giuria, Bird aveva bisogno di attori coraggiosi, capaci di andare in fondo, al limite delle emozioni, e li ha trovati.

Primo fra tutti, Barry Keoghan. Occhi azzurri da irlandese indomito su una faccia da caratterista degli anni Trenta. Barry Keoghan si era guadagnato una nomination all’Oscar (e vinto un Bafta) con Gli spiriti dell’isola di Martin McDonagh (2022); prima ancora, era il ragazzo psicotico del Sacrificio del cervo sacro di Lanthimos (2017). Ma soprattutto è il protagonista di Saltburn, diretto da Emerald Fennell, uscito alla fine dell’anno scorso e disponibile su Prime Video,con le sue scene audaci diventate virali. Come quella in cui danza, nudo, nel finale del film, sulle note di Murder on the Dancefloor di Sophie Ellis-Bextor. O quella in cui, alla morte dell’aristocratico compagno di college (Jacob Elordi), dal quale era ossessionato, in lacrime si sdraia sul terriccio dove il ragazzo è stato appena sepolto, comincia a togliersi i vestiti e simula un vero e proprio amplesso, strusciandosi nudo contro il terreno. "La scena non era prevista così in sceneggiatura", confessa Keoghan, "ma ho provato a vedere fino dove potevo arrivare. Ho lasciato che il mio corpo mi guidasse. Si trattava di salire di livello nell’ossessione".

È salito anche il livello della sua fama. Saltburn, in cui interpreta una sorta di parassita tanto ambuiguo e perverso quanto crudelmente “vincente“, gli ha dato lo status di divo, prepotentemente. Tanto da essere pure tra le star più fotografate all’ultimo Met Gala, dove ha sfilato sul red carpet a favore dei flash da solo, a studiata giusta distanza dalla compagna, la cantante statunitense Sabrina Carpenter, in modo che ognuno avesse agio di brillare di luce propria. Lui dice: "È stato tutto improvviso, pericoloso e travolgente". Ma tutto quello che vuole, aggiunge, è non perdere la bussola, "pensare ai film da fare, ai progetti da realizzare".

E qui, in Bird, Keoghan dà vita a un’altra prova formidabile. Fin dall’inizio: quando appare, spavaldo, con il corpo istoriato di tatuaggi, e trascina la ragazza Nykiya Adams sul monopattino, comincia a sfrecciare come non ci fosse un domani, come se l’incidente mortale fosse dietro l’angolo. Con quella stessa ragazza, si scontrerà con una violenza feroce, mentre noi abbiamo appena scoperto che non è la sua ragazza, ma la figlia, avuta in giovanissima età. E non è che l’inizio. Ballerà, sensuale e violento, con una rana imbottita di droga per costringerla a "sbavare" dosi da vendere. E poi ballerà e canterà, sguaiato e struggente, per la donna che, in quel mondo sfasciato, ha deciso di sposare. Con lui, nel film prove formidabili pure per Franz Rogowski – amato anche dal cinema italiano, per Freaks Out e Lubo – e Nykiya Adams. La regista, intanto, ha già vinto un premio: la Carrosse d’or ella Quinzaine des cinéastes, "per l’audacia e l’originalità del suo lavoro". Dice che questo è stato il suo film più difficile, e cerca di difendersi dagli applausi: "Adesso voglio solo fare festa!".