Domenica 14 Luglio 2024
ANDREA SPINELLI
Magazine

Crowe: "Io, Gladiatore con l’Italia nel sangue"

L’attore al Festival con la sua rock band. "Ho scoperto di avere un trisavolo del Belpaese. Di Fidenza o Ascoli non importa: ne sono orgoglioso"

Crowe: "Io, Gladiatore con l’Italia nel sangue"

Crowe: "Io, Gladiatore con l’Italia nel sangue"

Che confusione, sarà perché (Italia) ti amo. IInfatti è proprio quella dei Ricchi e Poveri la canzone che lui dice di preferire. "Con l’Italia ho un legame di sangue. Perché mai il mio trisavolo Luigi Ghezzi abbia scritto nei documenti d’immigrazione in Nuova Zelanda che veniva da Ascoli Piceno invece che da Fidenza non lo so" ammette Russell Crowe, riconoscemndo che sulle sue radici italiane c’è stato un po’ di caos. L’uomo che sullo schermo scatena l’inferno all’Ariston ieri sera ha provato a infiammare la platea col suo rock ad alto potenziale di quella Let your light shine che il 23 giugno porta pure al Colosseo, rinverdendo i suoi trascorsi di Gladiatore, prima tappa di un cammino che lo porta pure ad Ascoli l’11 luglio, Varese il 14 e Bologna il 16. "Con la musica ho iniziato molto prima di cominciare a girare film, tant’è che il mio primo disco l’ho registrato nel 1982", racconta lui, 60 anni il 7 aprile.

Com’è entrata la musica nella vita del Gladiatore Premio Oscar Russell Crowe?

"In famiglia abbiamo sempre vissuto nella musica. Speravo di vivere di canzoni già a 16 anni, quando suonavo nel mio primo gruppo e a chi mi chiedeva che mestiere facessi, rispondevo: il musicista. Poi è arrivato il cinema. Sono 35 anni che recito sul set, ma 43 che suono sui palchi".

Cosa ricorda del suo primo passaggio al Festival, quello del 2001 con Raffaella Carrà?

"La follia. Anche la mia vita di allora era in un periodo di follia. Mi trovavo a Milano per un evento di Armani e mi portarono qui. Stremato. Tant’è che mi dettero un paio di occhiali da sole con le lenti arancioni per coprire le occhiaie. Sembravo Bono Vox. Ed ero talmente stanco che li portai per tutto il giorno".

E quell’avo nato a Fidenza invece che ad Ascoli Piceno?

"Quando ho iniziato il viaggio alla scoperta del mio albero genealogico ho scoperto questo mio legame familiare con l’Italia. A prescindere dalla città di provenienza del trisavolo, la rivelazione ha scatenato un’attrazione per questo paese che dura da tutta la vita. Da adulto ho cercato di approfondire la conoscenza e un film come Il gladiatore è stato il primo pretesto. Tornando in vacanza con i miei figli mi sono reso conto di quanto fosse forte questo legame. È venuto fuori un legame di sangue. Che sia con Ascoli o Fidenza, poco importa. A Sanremo ho incontrato pure il sindaco di Ascoli che mi ha conferito la targa di cittadinanza e regalato la maglietta della squadra di calcio col mio nome e una scatola di olive ascolane. Le ho portate al cuoco dell’albergo in cui soggiorno che me le ha fritte… perfetto. Mi hanno pure detto che ci sarà sempre una stanza a mia disposizione nell’hotel affacciato sulla bellissima Piazza del Popolo ad Ascoli".

Una storia di emigrazione pure quella della sua famiglia.

"Ecco perché parlando di certe cose dico sempre che è fondamentale non mettere da parte l’umanità ricordarci che sono madri, figli, zii, padri, fratelli… Non riesco a capire come noi, capaci di inventare il telefonino e qualsiasi altra cosa, non riusciamo a trovare davanti ai problemi soluzioni diverse dalla guerra".

In Italia ha suonato pure l’estate scorsa.

"Sì, a Bologna per raccogliere fondi da destinare alle vittime delle inondazioni che hanno colpito l’Emilia-Romagna. È venuto ad ascoltarci pure Alessandro Del Piero".